Elezioni comunali, Silli: “La dirigenza di Forza Italia ha fatto un pasticcio. Anteposta la volontà di essere più duri della Lega”

“È stato fatto un pasticcio dalla dirigenza di Forza Italia. Parlo della mia provincia (Prato, ndr). Si è anteposta la volontà di far vedere che eravamo più duri della Lega, anziché la possibilità di vincere o non vincere una città”. Così il deputato di Forza Italia Giorgio Silli, ospite della trasmissione Telegram su Tele Iride, ha parlato della gestione delle candidature a sindaco in Toscana, e in particolare a Prato, da parte della dirigenza azzurra.
Silli ha sottolineato di aver “portato avanti la candidatura della mia capogruppo di Forza Italia (Rita Pieri, ndr), mentre dall’altra parte la Lega ha portato avanti la candidatura di Daniele Spada. Sono giochi normalissimi, che puoi fare per un mese o due, poi basta. Invece il mio partito l’ha voluta portare avanti fino a due settimane fa”. Per Silli, “all’interno delle coalizioni sono i rapporti di forza che contano: se un partito ha dieci volte di più i voti di un altro partito, credo sia normale che proponga un candidato. Però sono stati fatti dei gravi errori, possiamo recuperare, senza ombra di dubbio, ma poteva esser fatta meglio”.
Alla domanda sul suo futuro, Silli ha risposto: “Mi attribuiscono giochi da dietro le quinte e altro… Io ribadisco: i voti nel mio collegio li ho io. Sono vent’anni  che sono fedele al mio partito, nonostante le lunghissime traversate nel deserto; e nonostante il mio partito ce la metta tutta per far scappare le persone capaci, per ora non ho di queste intenzioni. Sicuramente altre persone vicine a me hanno deciso di uscire perché sono state trattate male, o perché non è stato valorizzato il consenso che loro potevano portare”. E qui Silli pare riferirsi ai due vice coordinatori provinciali Eva Betti e Mirko Lafranceschina dimessisi nei giorni scorsi, in contrasto con la gestione del partito.
Quanto al futuro del centrodestra Silli ha sottolineato: “Un partito repubblicano all’Americana non mi dispiacerebbe: cioè, tutto il centrodestra all’interno dello stesso contenitore, con delle dinamiche chiare, dove ci si conta, ci si misura, si decidono insieme le linee guida del partito”

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