«L’esclusione dei servizi cimiteriali dal codice del Terzo settore penalizza le Misericordie». Il senatore La Pietra presenta un disegno di legge per inserire anche questo settore

Inserire i servizi cimiteriali tra le attività di interesse generale previste dal nuovo codice del Terzo settore, la legge che riforma e riordina in un testo unico il mondo del volontariato. A chiederlo è il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra che ha depositato un disegno di legge nel quale chiede di modificare l’articolo 5 del codice prevedendo anche la gestione dei cimiteri nell’elenco delle attività che si possono perseguire per finalità civiche o solidaristiche come ad esempio le prestazioni socio-sanitarie o gli interventi di valorizzazione del patrimonio culturale, solo per citare alcune tra le varie attività di interesse generale contenute del decreto legislativo 117/2017 entrato in vigore lo scorso anno.

Per il senatore La Pietra questa riforma penalizzerebbe in particolare il mondo delle Misericordie, che da secoli hanno tra le proprie attività la gestione di cimiteri di proprietà. In tutta Italia sarebbero 30 le realtà toccate dal provvedimento e tra queste ci sarebbe anche l’Arciconfraternita di Prato che possiede il camposanto di via Galcianese. La mancata previsione dei servizi cimiteriali tra le attività di interesse generale significa non considerarli tra quelli che possono essere portati avanti da una associazione di volontariato, ovvero un ets, un ente del terzo settore, come li ribattezza la riforma. E quindi chi volesse continuare a impegnarsi in questo settore dovrebbe costituire una società.

«Si rischia in pratica non solo di mettere in discussione la sostenibilità economico-finanziaria di alcune realtà associative – dichiara La Pietra – ma, facendo il caso delle Misericordie, si rischia di rendere impossibile lo svolgimento di una parte rilevante di attività istituzionali che, da secoli e come aspetto centrale della carità cristiana, sono svolte con l’obiettivo di garantire una decorosa sepoltura dei defunti».

Inoltre secondo il senatore una eventuale aggiunta dei servizi cimiteriali tra le attività di interesse generale «non avrebbe alcuna ricaduta, in termini di oneri, sullo Stato, essendo tutte le attività sopra ricordate interamente sostenute finanziariamente dalle Misericordie».

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