Nasce il giardino “Fabbriche d’arte”, che porta l’arte contemporanea tra i capannoni industriali di Oste

La bellezza salverà il mondo. È partendo da questa idea che nasce il progetto “Fabbriche d’arte”, che a breve trasformerà il giardino pubblico tra via Napoli e via Milano a Oste in un parco di arte contemporanea tra i capannoni dell’ area produttiva e che porterà la bellezza dell’arte li dove forse meno ci si aspetta. Un progetto nato dall’idea di Paolo Brachi, Franco Bertini e Michele Vuolato, che il Comune di Montemurlo ha condiviso subito con entusiasmo, mettendo a disposizione il giardino pubblico, nel quale sono già iniziati i lavori per la creazione delle piattaforme che ospiteranno le diciassette opere di arte contemporanea donate dagli artisti Loriano Aiazzi, Francesco Alarico, Paolo Amerini, Leonardo Bossio, Antonio Bruno, Raffaele Campanale, Myriam Cappelletti, Ivano Cappelli, Cinzio Cavallarin, Cristina Corradi Mello, Tamara Donati, Mauro Gazzara, Fernanda Morganti, Rudy Pulcinelli, Adriano Veldorale. «Attraverso l’arte diamo una nuova funzione a questo giardino inutilizzato, la funzione della bellezza che sa mettere insieme armoniosamente le due anime di Montemurlo, quella produttiva e quella culturale- artistica», sottolinea il vicesindaco Simone Calamai. Il progetto vede coinvolti anche alcuni studenti Liceo artistico Umberto Brunelleschi di Montemurlo, come spiega il preside Tiziano Pierucci: «Abbiamo organizzato un contest all’interno della scuola, grazie al quale abbiamo scelto il progetto di tre alunni Diletta Frassinetti, Geremia Bettazzi e Marika Corelli delle classi quarte. I ragazzi hanno svolto quello che si chiama “un compito di realtà”, progettando una piazzetta a forma di tavolozza dei colori del pittore, con al centro tre pennelli incrociati con la funzione di lampione; i colori si trasformeranno poi in sedute alzabili». Il progetto si avvale di una preziosa sinergia che ha visto collaborare, oltre agli artisti, il liceo, l’amministrazione comunale e gli ideatori, anche la curatrice e critica d’arte Ilaria Magni e l’architetto Maurizio Malvizio, che dicono:« Questo spazio è pensato per ridare piena dignità a quei luoghi che la città dimentica, affermando il concetto che la bellezza è elemento fondante del lavoro e della produzione. Dunque, l’arte come volano per nobilitare tutta la zona industriale». Il giardino “Fabbriche d’arte” sarà un luogo in continuo “movimento”, nel quale, a fianco alla “collezione permanente”, sia alterneranno installazioni temporanee e performance artistiche di vario genere. «Montemurlo, oramai da una decina d’anni conosce una continua crescita e siamo felici che l’amministrazione comunale abbia condiviso la nostra idea di portare arte e bellezza tra le fabbriche. Un’idea vincente che darà ancor più lustro e vitalità a tutta l’area del distretto industriale montemurlese», conclude uno degli ideatori del progetto, Paolo Brachi.

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