Nasce l’associazione culturale «Curzio Malaparte pratese nel mondo». Tra gli obiettivi: riportare in città l’archivio del grande scrittore

È nata ufficialmente l’associazione culturale «Curzio Malaparte pratese nel mondo». L’atto costitutivo è avvenuto ieri pomeriggio, martedì 16 aprile, al convitto Cicognini. I soci hanno eletto il comitato direttivo composto dal presidente Walter Bernardi, dalla segretaria Chiara Mannocci e da don Giuseppe Billi (parroco di Figline e presidente della commissione diocesana di arte sacra), Mario Barbacci (responsabile cultura del circolo Arci di Coiano, sede ufficiale dell’associazione) e Davide Finizio (segretario del tempio buddista cinese di Prato).

L’idea è quella di dar vita a un centro studi dedicato alla vita e alle opere del grande scrittore pratese. «I nostri concittadini noti nel mondo sono due: Datini e Malaparte – afferma il presidente Bernardi – se per il primo esiste a Prato una fondazione che porta il suo nome, per il secondo invece non c’era nulla fino a oggi. Ci sembrava giusto come pratesi e studiosi di Malaparte creare una associazione che si occupi di valorizzare e far conoscere uno tra i più grandi scrittori del ‘900, apprezzato e conosciuto in tutta Europa».

 

 

All’atto costitutivo era presente anche Matteo Noja, curatore dell’Archivio Malaparte di proprietà della Biblioteca di via Senato a Milano di Marcello Dell’Utri. Esattamente dieci anni fa la città di Prato si fece scappare l’occasione di acquistare dagli eredi dello scrittore una raccolta di documenti, lettere e manoscritti appartenuti al «maledetto pratese» fino a quel momento conservati nella vita fiorentina del nipote Niccolò Rositani. L’ex senatore Dell’Utri si aggiudicò l’archivio per 700mila euro. Adesso, complice anche i guai giudiziari dell’ex braccio destro di Berlusconi, sembra che la Biblioteca milanese non consideri più incedibili quelle carte, quotidianamente consultate da studiosi italiani e europei. «La presenza di Noja nell’associazione – aggiunge Bernardi – conferma che c’è uno sguardo verso Prato». Altri soci iscritti sono l’ex docente della Nornale Giuseppe Panella, autore di alcune pubblicazioni su Malaparte, l’insegnante Caterina Santi, l’attore e regista Alessandro Calonaci e Silvana Santi Montini, che Bernardi ricorda essere discendente del «balio» dello scrittore. «Si tratta del marito della balia di Malaparte, di nome Milziade, da lui ribattezzato quindi “balio” – racconta il presidente – che di cognome faceva Baldi. Questa famiglia ha rappresentato molto per Malaparte e di lui conserva numerosi ricordi».

Il prossimo 3 maggio uscirà il nuovo libro di Walter Bernardi, intitolato: «Curzio Malaparte. Un ’maledetto’ pratese di ieri raccontato ai toscani di oggi». Si tratta di un testo dedicato agli anni della giovinezza del grande scrittore, passata a Prato, in particolare nella zona nord della città. Il libro, pubblicato da Claudio Martini Editore, è arricchito dalla illustrazioni originali della disegnatrice Francesca Risaliti.

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