Nuova pista Peretola, via libera del ministero Infrastrutture e Trasporti all’ampliamento dell’aeroporto

Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha emanato il decreto che accerta il perfezionamento dell’intesa Stato-Regione Toscana sul masterplan per il potenziamento dell’aeroporto di Peretola, alla luce di quanto emerso dalla Conferenza dei servizi: questa si era conclusa positivamente lo scorso 6 febbraio. In sostanza, il ministero presieduto da Danilo Toninelli (Movimento 5 Stelle) ha dato il via libera alla realizzazione della nuova pista dello scalo fiorentino. Il provvedimento è stato trasmesso ad Enac e Toscana Aeroporti (la società che gestisce gli aeroporti di Firenze e Pisa) per i successivi adempimenti, a cominciare dagli espropri delle aree che serviranno per consentire l’ampliamento dell’Amerigo Vespucci.

Nel decreto viene ricordato l’iter svolto dal masterplan e sono ripercorsi tutti i passaggi svolti per l’espletamento della Conferenza dei Servizi, compresa l’acquisizione della positiva ottemperanza delle prescrizioni del Decreto VIA. “Adesso il percorso potrà procedere con l’atto approvativo finale da parte di Enac, e quindi con le altre fasi pre-cantiere”, commenta l’Associazione Valentino Giannotti, che sostiene il potenziamento di Peretola.

Ma è ancora presto per pronunciare la parola fine sulla vicenda. All’appello, infatti, manca ancora la sentenza del Tar della Toscana sul decreto ministeriale di Via, nell’ambito del ricorso presentato dai Comitati e dai Comuni della Piana contrari al progetto. Il pronunciamento dovrebbe avvenire nelle prossime settimane. Non solo. L’associazione VAS si Prato ha presentato l’ennesimo ricorso al TAR contro il Ministero dell’Ambiente, stavolta per presunte illegittimità procedurali perpetrate durante il procedimento di VIA.

“Sconcerto” per il via libera del ministero alle infrastrutture all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, viene espresso dalla consigliera comunale indipendente, nonché candidata sindaco, Marilena Garnier. “Inutile dire che con questa decisione il ministro grillino Toninelli abbia messo i cittadini di Prato in una situazione precaria per ciò che riguarda la loro la loro salute giacché, voglio ricordarlo, decolli e atterraggi di aerei di grosse dimensioni sanno esclusivamente sulla direttrice della nostra città” afferma Garnier. “La nostra città è stanca di subire imposizioni che dopo l’ospedale sottodimensionato e la mancanza di strutture sanitarie di supporto, continuano a minare la salute dei pratesi. Adesso aspettiamo la decisione del ricorso al TAR, ma la guerra per salvaguardare Prato non finisce certo qui” conclude Garnier.

“Il Ministero dei Trasporti ha dato, purtroppo, il via libera all’ampliamento di Peretola” commenta invece Aldo Milone, consigliere comunale e candidato sindaco di “Prato Libera e Sicura”. “Una decisione, definirla sconcertante, è a dir poco – aggiunge Milone -. Il Ministro Toninelli ha avuto versioni diverse su Peretola, prima ha detto che non avrebbe stanziato un centesimo su questa opera, dando l’impressione di essere contrario, adesso ha gettato la maschera con la decisione adottata. L’unica speranza riguarda la sentenza del Tar che potrebbe bloccare l’ampliamento di Peretola. Purtroppo – continua Milone – Prato continua a essere penalizzata e adesso mi aspetto una reazione forte da parte di Biffoni dopo i vari tentennamenti sulla presentazione del ricorso al Tar. Adesso però dovrebbe mettere in atto il suo proposito di sdraiarsi sull’autostrada, come aveva promesso nella campagna elettorale di 5 anni fa. È arrivato il momento di ribellarsi ad ogni decisione fiorentina e un sindaco deve porre in essere qualsiasi atto per difendere la città. Non possiamo diventare la pattumiera di Firenze perché i pratesi non lo meritano affatto anche perché hanno sopportato già troppo” conclude Milone.

2 Commenti

  1. Non gli piace salvare la natura ai 5S, preferiscono salvare Salvini dai processi : perchè a battersi contro la nuova pista dell’aereoporto di Peretola, perlomeno a livello nazionale, non c’è nessun tornaconto ad impedire il processo a Salvini ci si salva la poltrona. E la poltrona è sempre la poltrona.

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