Richiedenti asilo, la Prefettura taglia costi e servizi per accoglienza e integrazione. Coop 22: “A rischio la partecipazione al bando”

La Prefettura di Prato ha pubblicato il nuovo avviso per la manifestazione di interesse ad ospitare i richiedenti asilo. Attualmente sono circa 450 i profughi accolti nei Cas della provincia di Prato, le cui convenzioni sono regolate da un vecchio bando, scaduto a dicembre scorso e prorogato fino a maggio. Il nuovo bando recepisce i criteri del decreto Salvini, che a ottobre ha riformulato i criteri di accoglienza, tagliando i servizi per assistenza sociale, sanitaria e giuridica, mediazione culturale e linguistica, e tagliando di conseguenza anche i costi a base di gara, di circa il 28%: dai 33 euro al giorno a persona, si passa, con i nuovi criteri, ad una spesa media quotidiana, nel caso di Prato, di 23,68 euro per richiedente asilo. Una decurtazione che rischia di creare problemi all’attuale sistema di accoglienza.

La Prefettura di Prato, tramite il nuovo bando, che sarà operativo per appena 4 mesi, a partire dal 1° di giugno, cerca disponibilità di 580 posti. Di questi: 273 sono previsti nelle case (con servizi in rete), 145 nei centri di accoglienza fino a 50 posti, mentre per le restanti 162 persone si cercano spazi in strutture più grandi, con una capienza compresa tra 51 e 300 ospiti.
La spesa complessiva per i 4 mesi di accoglienza dei 580 richiedenti asilo previsti a Prato è dunque di 1 milione e 676 mila euro. Gli operatori interessati, che devono avere maturato un’esperienza specifica nel settore, possono manifestare la propria disponibilità fino al 29 aprile.

Simili bandi, negli scorsi mesi, sono stati pubblicati da varie Prefetture d’Italia, con grande difficoltà a trovare gestori disposti a proseguire nell’accoglienza alle nuove condizioni, che ad esempio prevedono la presenza di un solo operatore per otto ore al giorno in strutture fino a 50 ospiti.

Forti perplessità sono espresse anche da alcuni dei principali gestori pratesi: “Per effetto del decreto sicurezza si trasforma radicalmente l’approccio e il modo di operare dei soggetti che devono svolgere questi servizi – afferma Roberto Macrì, presidente della Fondazione Santa Rita, a cui fa riferimento la cooperativa 22, che accoglie circa 270 richiedenti asilo pratesi – Si passa da un percorso di accoglienza e di integrazione, quale quello che noi abbiamo cercato di portare avanti, anche grazie a operatori che hanno acquisito una professionalità importante, ad un modello incentrato sulla semplice sorveglianza e accudimento, che non fa parte del nostro Dna. Non siamo votati ad un’assistenza che si limita a vitto, alloggio e vigilanza, ma siamo per nostra natura abituati ad accompagnare le persone in un processo di crescita, di integrazione sociale e di recupero della propria dignità. Nei nuovi bandi non sono più previste iniziative riguardanti l’integrazione, come corsi di lingua, formazione, laboratori: questo ci mette in crisi e francamente non sappiamo se daremo una disponibilità” conclude Macrì.

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