Gara Tpl, il presidente del Parlamento europeo Tajani: “Investire il Governo e la commissione Ue sugli aiuti di stato a Ratp”

“Mi pare molto strano che dopo una decisione del Tar di annullare le due offerte la Regione abbia deciso di far cambiare un po’ i contenuti di un’offerta e di affidare ad uno dei due parrtecipanti l’incarico del trasporto”. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha commentato le vicende della gara del trasporto pubblico locale che la Regione Toscana, nei giorni scorsi ha assegnato in via definitiva ad Autolinee Toscane (società del gruppo francese Ratp). Tajani, a Prato per la campagna elettorale di Forza Italia che lo vede candidato al Parlamento europeo nel Centro Italia assieme a Rita Pieri, ha incontrato i dirigenti di Mobit Giuseppe Gori, Alberto Banci e Federico Toscano, alla presenza anche dei parlamentari Erica Mazzetti e Stefano Mugnai. I rappresentanti di Mobit, di cui fa parte Cap, hanno rappresentato a Tajani le iniziative legali intraprese contro la Regione Toscana, che ha proceduto con l’assegnazione definitiva della gara senza aspettare il pronunciamento del Consiglio di Stato che si esprimerà fra ottobre 2019 e la primavera 2020.
Il presidente del Parlamento europeo ha poi suggerito al consorzio che raggruppa gli attuali 27 gestori toscani del servizio di rivolgersi alla commissione europea e al governo. Iniziative che potranno essere intraprese anche dai parlamentari di Forza Italia, i quali avevano già presentato un’interrogazione parlamentare sul caso.

“Un aspetto che vedo con qualche criticità – ha spiegato Tajani – è che essendo Ratp un’azienda francese pubblica si può ravvisare un aiuto di stato illegittimo. Per questo ho suggerito di rivolgersi alla commissione europea per raccontare la storia e far verificare se ci sono stati aiuti di stato ilegittimi e quindi di fatto si siano violate le regole della concorrenza a danno di un’impresa italiana da parte di un’azienda francese. Credo che questo debbe essere verificato anche da parte italiana non trattandosi soltanto di una questione regionale. Essendoci una violazione ipotetica del diritto comunitario il presidente del Consiglio Conte, che è anche ministro per le politiche comunitarie, dovrebbe verificare e far verificare quali violazioni contro il recepimento in Italia del diritto comunitario sono state operate da parte di una società francese a capitale pubblico”.

Tajani, assieme al candidato sindaco del centrodestra Daniele Spada e alla vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera Debora Bergamini, ha poi incontrato le categorie economiche del distretto. Concorrenza sleale, tracciabilità dei prodotti, burocrazia paralizzante, infrastrutture al palo, incertezze normative e costi elevatissimi per la gestione degli scarti tessili. Queste alcune delle questioni sollevate da Marco Ranaldo di Confindustria Toscana Nord e Luca Giusti, presidente della Camera di commercio e di Confartigianato.


Sull’economia circolare Tajani ha detto che “in Europa sono state approvate buone nuove norme, che l’Italia deve recepire e il problema è lì. Potremo chiedere alla commissione europea di vigilare sull’Italia affinchè non ci siano carenze nel recepimento e in caso contrario si potrà avviare una procedura di infrazione come è stato fatto sullo Stato italiano cattivo pagatore delle imprese, un procedimento che io ho sollecitato”. Su questo stesso tema, Tajani ha dato la propria disponibilità ad organizzare un incontro con il direttore generale della commissione ambiente dell’Ue. Sulla tracciabilità dei prodotti, il presidente del Parlamento europeo ha ricordato l’iter che era stato avviato per una legge che tutelasse maggiormente il made in Italy e il made in Ue. “Voi sapete che per l’approvazione occorre la proposta in commissione, l’approvazione del Parlamento e il voto degli Stati membri. La partita si è arenata sul tavolo degli stati europei perchè i Paesi del Nord Europa che vivono di commercio e non di manifatturiero hanno interessi opposti ai nostri. La proposta non è stata ritirata e sarà terreno di scontro fra i governi nella prossima legislatura. Dipenderà molto da come l’Italia tratterà con la Germania: un compromesso potrebbe essere fare il made in obbligatorio solo per alcuni settori e non per altri che potrebbero mettere in difficoltà i tedeschi. Vedremo cosa potrà fare il governo nella prossima legislatura” ha detto Tajani.

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