Malaparte, il «maledetto pratese» di ieri spiegato ai pratesi di oggi nel libro di Walter Bernardi

Malaparte non è alfiere della pratesità perché scrisse il celebre adagio: «se non fossi nato pratese, vorrei non essere venuto al mondo» tessendo le lodi dei suoi concittadini nella pagine di Maledetti Toscani. Il grande scrittore è stato il cantore della sua città perché l’ha vissuta, in maniera totale, perché Malaparte era assoluto in tutto, e ha seminato la sua sterminata produzione letteraria con citazioni e riferimenti a luoghi ed episodi pratesi. Il merito di aver raccolto queste citazioni in un libro fresco di stampa, il cui titolo spiega perfettamente il senso dell’opera: «Curzio Malaparte. Un “maledetto” pratese di ieri raccontato ai toscani di oggi» (Claudio Martini Editore) è di Walter Bernardi.

 
Filosofo e docente universitario in pensione, Bernardi è diventato non soltanto uno dei massimi esperti di Kurt Erich Suckert, in arte Curzio Malaparte, ma dello scrittore pratese si è fatto interprete e ambasciatore. Pochi giorni prima di Pasqua, ha dato vita assieme ad un gruppo di appassionati, cultori e studiosi dell’autore di Kaputt e La Pelle, all’associazione «Curzio Malaparte pratese nel mondo», un centro studi nato con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere uno dei più grandi personaggi del ’900. Per tutti coloro che volessero addentrarsi nel mondo malapartiano, che nasce e prende forma a Prato, l’ultimo libro di Bernardi rappresenta un ottimo punto di partenza. La pratesità di Malaparte dunque «non aveva aspettato Maledetti Toscani per manifestarsi», si legge nell’introduzione, e infatti già negli anni ’20 lo scrittore si era definito «un pratese di Coiano, di Santa Lucia o della Madonna del Soccorso». Bernardi ricorda e racconta i luoghi dell’infanzia e della giovinezza di «Curtino», dal Poggio del Fossino alle Sacca, dalla Retaia alle strade della già citata Coiano, ma anche delle vie del centro storico. Perché il nostro Malaparte era nato a due passi da piazza Duomo in via Magnolfi 428 (l’attuale 56), dove si trova una epigrafe non troppo conosciuta.
«Era un immigrato di seconda generazione, da padre tedesco e mamma milanese – osserva Bernardi – come dire che, se si fosse al giorno d’oggi, il nostro Kurt sarebbe uno dei tanti bambini nati da genitori cinesi o albanesi o marocchini che vedono luce all’ospedale Santo Stefano».

 
Nella prima parte del libro, arricchito dalle belle e originali illustrazioni di Francesca Risaliti, c’è «Prato nei ricordi di Malaparte» e dunque: il Cicognini e la Pubblica Assistenza, le locande di città, la rivista del Buzzi e la porta Pistoiese. Nella seconda vengono raccontati gli itinerari pratesi, da Galceti all’inferno e dal Fabbricone a Coiano, solo per citarne un paio. Non mancano le sezioni dedicate a Malaparte e la politica, lo sport e il rapporto con altri «maledetti pratesi» più o meno del suo tempo: Gabriele D’Annunzio, Sem Benelli, Gaetano Bresci e Armando Meoni. Chiude il libro la parte dedicata al «mistero», con la storia della sua conversione e la risposta ad una ardita domanda: per chi voterebbe oggi Malaparte?

Giacomo Cocchi

 

La presentazione. Mercoledì 15 maggio alle ore 18 Walter Bernardi presenterà il suo ultimo libro dedicato a Malaparte alla Libreria Cattolica (piazza Duomo). Con lui dialogherà Giacomo Cocchi.

 

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