Pista di Peretola bocciata dal Tar, Lamberto Gestri attacca Rossi: “Se avesse ascoltato il CNR… Mal voluto non è mai troppo”

lamberto gestri

“Mal voluto non è mai troppo”: inizia così la riflessione dell’ex presidente della Provincia Lamberto Gestri sulla posizione della Regione Toscana e del governatore Enrico Rossi, che all’inizio della procedura sul masterplan dell’aeroporto di Peretola, non concesse l’incarico agli esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che era stato interpellato dalla Provincia di Prato e dai sindaci della Piana. All’indomani della sentenza del Tar della Toscana che ha annullato il decreto di Via, pubblichiamo l’intervento dell’ex presidente Lamberto Gestri, che sottolinea: “Non c’è mai stata una questione ideologica su questa vicenda – come qualcuno vuol far credere – ma un’esigenza ineliminabile di chiarezza, trasparenza e soprattutto di acquisizione di solidi fondamenti scientifici, necessari per un progetto così importante”. Di seguito l’intervento integrale di Gestri.

 

“Mal voluto non è mai troppo recita un antico adagio che si attaglia perfettamente alla vicenda del nuovo aeroporto di Firenze e alla bocciatura del TAR in accoglimento del ricorso presentato da Matteo Biffoni insieme agli altri sindaci della Piana. Mi spiego. All’indomani della presentazione da parte di ADF della prima ipotesi progettuale, su proposta della Provincia di Prato di cui allora ero presidente, con le altre amministrazioni incaricammo il Consiglio Nazionale delle ricerche (CNR) di valutare tutte le problematiche ambientali derivanti da un’opera così impattante, collocata nel bel mezzo di un’area fortemente urbanizzata e antropizzata e già così provata dalla presenza di molti elementi di criticità. Il CNR accettò e costituì un panel tecnico al massimo livello nazionale.
Dopo alcuni mesi il gruppo del CNR completò e presentò la prima fase preliminare del lavoro. Venivano elencate in modo rigoroso una serie di criticità e problematiche che avrebbero richiesto un ulteriore intervento, notevole, di approfondimento e studio in ogni settore. Nel corso della riunione a Palazzo Medici Riccardi il responsabile del gruppo tecnico del CNR ci pose una condizione politica dirimente per proseguire e completare il lavoro: l’incarico avrebbe dovuto essere approvato esplicitamente dalla Regione Toscana e non soltanto dagli enti locali della Piana.
Scrivemmo allora una lettera al presidente Rossi, firmata dal presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, dai sindaci e dal sottoscritto per chiedere l’assenso sull’affidamento di incarico al CNR. Il presidente non ebbe nemmeno il garbo istituzionale di rispondere ai rappresentanti di tutti gli enti locali della Piana eletti con il simbolo di quello che era allora il suo partito. Anche il presidente Carrai fu da me informato della proposta, in un incontro che facemmo dal presidente della Camera di Commercio di Prato, ma fu tutto inutile. Era evidente che non si voleva il bollino del CNR, risultato di una ricerca scientifica super partes e di assoluta garanzia.
Si è preferito continuare a negare l’evidenza, imbarcandosi in studi ambientali (sic!) pasticciati che non hanno convinto nessuno, nemmeno il TAR. Guarda caso le questioni sono rimaste tutte sul tavolo in attesa di risposte convincenti e sono le stesse già emerse nello studio preliminare del CNR. Nel frattempo sono stati spesi tanti soldi, mentre il progetto è rimasto al palo. Una cosa va sottolineata: non c’è mai stata una questione ideologica su questa vicenda – come qualcuno vuol far credere – ma un’esigenza ineliminabile di chiarezza, trasparenza e soprattutto di acquisizione di solidi fondamenti scientifici, necessari per un progetto così importante”.
Lamberto Gestri

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