In duemila in piazza per Biffoni: “Prato è comunità: non ha bisogno del soccorso di un politico che viene da fuori e non la conosce” FOTO e VIDEO

Diciannove minuti di discorso davanti a duemila pratesi venuti ad ascoltare il loro sindaco, in piazza del Comune. Un discorso che ha puntato sull’orgoglio di una comunità che ha saputo rialzarsi, anche da sola, che guarda al futuro e che “non ha bisogno del soccorso di un politico che viene da fuori a parlare al posto nostro, di qualcuno che ci spiega come funziona questa città”.
Matteo Biffoni ha giocato d’anticipo rispetto all’arrivo annunciato del leader della Lega Matteo Salvini, che domani, in un comizio in piazza delle Carceri cercherà di tirare la volata a Daniele Spada, il candidato del centrodestra nel ballottaggio che domenica deciderà il sindaco di Prato per i prossimi 5 anni.

 

Numerose, nel discorso appassionato di Biffoni, le stilettate al rivale e al ministro degli Interni, mai nominati direttamente. “Non abbiamo paura della critica, noi andiamo in mezzo alla gente e discutiamo. Non ci fa paura l’idea di comunità. La credibilità ce la siamo conquistata giorno per giorno raccogliendo le sfide quotidiane, con fatica, mettendoci al lavoro, prendendo in considerazione i punti deboli, ma soprattutto facendo emergere i punti di forza di questa città, come si fa con le persone a cui si vuole bene. Non chiediamo il permesso a nessuno: noi siamo Prato e Prato parla con il suo sindaco. Non si trincera dietro nessuno”. E ancora: “Ho bisogno della comunità che conosco; una comunità non si inventa e non la si conosce in mezzora arrivando, parlando alla pancia e alle paure delle persone e ripartendo”.

 

Biffoni rivendica l’idea di una città “orgogliosa, europea, capitale dell’economia circolare”, una città di pionieri che si è rimessa in piedi, è capace “di concedere ad ognuno un’opportunità” e ha saputo ricucire i legami di una comunità ferita dalla crisi, grazie al lavoro “di imprenditori, operai, artigiani, alle associazioni di volontariato, dei circoli, delle parrocchie, delle pro loco, degli insegnanti delle scuole che sono stati la scoperta più straordinaria di questi 5 anni”.

Biffoni invita i suoi affinchè convincano ad andare a votare i vicini di casa, gli indecisi, quelli che vogliono andare al mare, senza cadere nei veleni della campagna elettorale: “Sono settimane che arrivano brutte provocazioni; siamo stati attaccati anche  con mezzi di basso livello; qualcuno ha sperato che per stare dietro a questi attacchi, ci saremmo dimenticati di parlare di Prato ma noi questo errore non lo commetteremo mai, perchè non ci interessa entrare su quel terreno e su quel territorio: il territorio del no, delle proposte senza costruzione, il territorio dello spacco tutto, il territorio dell’offesa e della denigrazione anche personale. Noi parliamo di Prato: venite a parlare di Prato se ci riuscite e affrontateci sul futuro di questa città”. La conclusione è un’iniezione di fiducia alla piazza: “Vi chiedo ancora di accompagnarmi in questo ultimo sforzo. Se davvero tutto questo sarà, io penso che da domenica sera saremo pronti a dare di nuovo a Prato tutto l’amore che c’è. Buon lavoro, grazie!”. Poi Biffoni scende dal palco e si concede alla sua gente: pochi selfie e tanti abbracci.

 

 

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