Sette lavoratori a nero e nessun abbattitore di fumi nella stamperia: sequestrati i macchinari e attività sospesa FOTO

Blitz interforze nelle attività produttive ad impatto ambientale: polizia municipale, assieme Arpat hanno posto sotto sequestro tutti i macchinari utilizzati in una stamperia a conduzione cinese di San Giorgio a Colonica. Tutti i macchinari erano stati installati e utilizzati senza le necessarie autorizzazioni ambientali.
Al momento dell’accesso al magazzino erano al lavoro tredici operai, di cui tre uomini cinesi privi di documenti attestanti la regolarità del soggiorno e sono stati pertanto accompagnati presso il comando di polizia municipale per le pratiche di fotosegnalamento.
Altre sette persone, tra le quali un cittadino pakistano, lavoravano a nero; pertanto l’Ispettorato del lavoro ha proceduto a sospendere l’attività lavorativa.

Le emissioni derivanti dal processo di stampa transfert da carta a stoffa, mediante l’utilizzo di numerosi prodotti chimici a marchiatura cinese, avrebbero dovuto essere convogliate ad un impianto di abbattimento a umido, a garanzia del successivo passaggio nell’ambiente circostante, nella realtà mai realizzato. Durante il sopralluogo è inoltre stato accertato dal personale del dipartimento ASL l’utilizzo come refettorio-mensa del locale individuato catastalmente quale spogliatoio per il personale: all’interno di un mobile erano presenti, in situazione di assoluta carenza igienico sanitaria, cibi di realizzazione artigianale.

Lacunosa anche la gestione della documentazione amministrativa relativa ai rifiuti: il registro di carico e scarico non era correttamente compilato, motivo per cui è stata contestata la specifica sanzione prevista dal Testo Unico Ambientale. La polizia municipale ha pertanto contestato sanzioni per un importo complessivo di 1.433,34 euro che prevedono il ripristino dello stato dei luoghi.

Numerose violazioni sono state contestate anche da parte dei vigili del fuoco: la mancata possibilità di apertura verso l’esterno di alcune vie di esodo; la prevista segnaletica sulle vie di esodo, l’idrante non funzionante, la mancata elaborazione del DVR e di corsi di formazione per il personale dipendente, utili a garantire l’incolumità degli operatori  in caso di incendio.

Assente al momento del controllo la titolare della ditta, Y.M. di anni 44, in quanto rientrata momentaneamente nel paese di origine; la stessa è stata denunciata all’autorità giudiziaria e dovrà adesso scontare una pena che prevede l’arresto da tre mesi a un anno oppure pagare un’ammenda da 2.600  a 26.000 euro.

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