Nuova luce per la Cappella Migliorati: la valorizzazione di un grande patrimonio artistico attraverso la nuova illuminazione VIDEO

Una volta superata l’emergenza Coronavirus, chi visiterà la Sala del Capitolo di San Francesco, più nota come Cappella Migliorati, potrà ammirarla come in seicento anni nessuno l’ha mai vista. Una nuova luce illumina gli affreschi realizzati sul finire del Trecento da Niccolò Gerini su commissione del potente Matteo Migliorati.

«Il progetto, che nasce dall’esigenza di adeguare anche tecnologicamente il complesso monumentale e insieme garantire la conservazione dell’importante patrimonio storico e artistico – spiega Francesco Marchese, responsabile del progetto – ha trovato la sua realizzazione grazie ad un intenso lavoro di squadra che ha visto coinvolti architetti, storici dell’arte, tecnici ed artigiani.

Abbiamo ipotizzato questo intervento più di un anno fa e lavorato alla ricerca di soluzioni tecnologiche in grado di fornire la massima performance con il minimo impatto. Ci siamo riusciti soprattutto grazie alla Targetti Sankey S.p.a. alla quale è stato affidato il progetto esecutivo e che ci ha seguito puntualmente in ogni fase, dalle campionature preliminari ai puntamenti, oltre ad aver fornito ovviamente i prodotti installati.

Il compito della luce è quello di conservare la magia che il Capitolo possiede intrinsecamente e farla esplodere nell’animo e negli occhi dell’osservatore.

Sfruttando la presenza delle due pareti non affrescate del campanile, si è scelto di utilizzarle come supporto dei diversi proiettori che, ciascuno con le opportune ottiche, vanno ad orientarsi sulle varie scene affrescate. I nuovi corpi illuminanti, rispetto alla posizione dei precedenti proiettori, che si svolgevano lungo la verticale del muro, sono stati posizionati orizzontalmente, in modo tale da essere meno impattanti.

Inoltre abbiamo progettato una veletta realizzata artigianalmente in grado di nascondere e compattare le sorgenti luminose a favore di un più alto confort visivo. Questo connubio tra le arti: luce, artigianato e spazio affrescato, permette di raggiungere il miglior risultato possibile».

I proiettori utilizzati sono gli Zeno Small che nonostante le dimensioni ridotte mettono in risalto la strabiliante tonalità degli affreschi grazie all’elevata resa cromatica che il led, montato su questo proiettore, possiede. Si tratta di Led con Ra97 che, dunque, mettono in evidenza tutta l’ampiezza dello spettro ottico, facendo risaltare i colori nella loro saturazione e colorazione originale. La gestione della luce inoltre può essere modulata da un qualsiasi dispositivo via wireless creando diversi scenari.

 

«Capite bene – continua Marchese – che intervenire su un ambiente simile pone sempre una questione etica riferita soprattutto al rispetto dell’opera d’arte nel suo complesso. Per questo motivo insieme all’architetto Stefania Galanti (responsabile del progetto illuminotecnico per Targetti Sankey S.p.a.)  abbiamo pensato a delle ottiche e dei filtri per ammorbidire il fascio luminoso lì dove si rendeva necessario. Ciò che intendevamo realizzare era una giusta sintesi tra risparmio energetico quindi rispetto per l’ambiente, ed efficienza tecnologica che in questo caso si traduce nel custodire il volto più autentico del luogo. Speriamo di esserci riusciti».

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, e alla disponibilità dell’azienda CSC Automazioni S.r.l di Campi Bisenzio che ha generosamente messo a disposizione la propria professionalità curando la messa in opera del nuovo impianto.

 

Segue il video in time-lapse del progetto di illuminotecnica

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