Il Tempio buddista di Prato continuerà a rimanere chiuso: “Dobbiamo preservare i monaci”

Il Tempio buddista di Prato Pu Hua Si contiuerà a rimanere chiuso. Il Governo ha dato il via libera dal 18 maggio alle diverse funzioni religiose alla presenza del popolo, nel rispetto delle misure di sicurezza sanitarie previste per l’emergenza coronavirus. Regole da seguire scrupolosamente e contenute nei protocolli sottoscritti dal presidente del consiglio e dai rappresentanti di comunità di fede presenti in Italia. Nonostante ciò, il Tempio di piazza della Gualchierina ha deciso di prorogare la chiusura, “per preservare la sicurezza dei monaci che ci sono all’interno”, come spiega il segretario Davide Finizio: “Fa parte degli insegnamenti buddisti preservare il sangha, quindi i monaci, che da mesi sono chiusi a pregare e vivono dentro il tempio, senza contatti con l’esterno. Io stesso, con mia grande sofferenza, non metto piede al tempio da oltre un mese”. Finizio precisa che è possibile chiedere in via del tutto eccezionale di poter fare una preghiera dentro al Tempio: “E’ possibile, ma è consigliato presentarsi con il foglio che certifica che si è effettuato il test sierologico e che è negativo”. Non è prevista ad oggi una data certa di riapertura al popolo. E così i cinesi di Prato sembrano restii ad avviare una “fase 2” e, oltre a non riaprire molte fabbriche, non riaprono nemmeno il proprio luogo di culto.

 

LS

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