Movida, residenti sul piede di guerra contro gli assembramenti. Boom di chiamate alla municipale ma nessuna multa VIDEO

E’ una situazione incandescente quella che ruota intorno alla movida in centro storico. Da un lato ci sono gli avventori dei locali che dopo oltre due mesi di restrizioni vogliono progressivamente tornare alla normalità, dall’altro i residenti del centro che non accettano di vedere continui assembramenti sotto le proprie abitazioni. Ieri sera nel giro di cinque ore sono state ben dieci le telefonate di residenti al centralino della polizia municipale per chiedere un intervento contro rumore, assembramenti e mancato rispetto dell’obbligo di indossare la mascherina quando il distanziamento sociale non è possibile.


L’accusa dei residenti è più o meno sempre dello stesso tenore: se le regole valgono per tutte le attività commerciali allora dovrebbero valere anche per gli avventori dei locali del centro. Numerose le foto scattate e postate sui social network per rendere pubbliche le situazioni di assembramenti. Ci sono scatti da via Settesoldi, via Pugliesi e piazzetta Buonamici.
Ieri sera la municipale è intervenuta con quattro pattuglie in centro storico, più due a disposizione della centrale operativa di piazza Macelli. Presenti sul territorio anche le altre forze dell’ordine. “Nessuna multa è stata elevata – spiega il comandante Marco Maccioni – Alcuni assembramenti si sono formati e abbiamo cercato di disperderli. Il centro sicuramente era vivo. Questo weekend è un banco di prova, per poi capire come comportarsi nelle prossime settimane”.

“Abbiamo assistito a qualche comportamento al limite – commenta il sindaco Biffoni – ma niente di clamoroso. Per il momento non ci saranno ordinanza restrittive. Poi se le cose dovessero precipitare allora ci vuole un attimo a mettere regole più stringenti. Speriamo che la situazione resti sotto controllo sia sabato pomeriggio che stasera”.

2 Commenti

  1. In conto e’la “confusione” un conto e’il problema del “distanziamento fisico”. Credo che le attivita’, ed il centro, debbano incominciare a rivivere nel rispetto delle regole.

  2. I messaggi che arrivano dalle autorità sono troppo contrastanti. Quasi tutti i locali avevano disposto le sedute ravvicinate e il metro di distanza solo tra tavoli, non tra commensali. Quando ho prenotato un tavolo, al telefono, mi hanno chiesto: “Tanto siete conoscenti, vero?”, ma non vuol dire conviventi! Avevo specificato che uno di noi lavora in ospedale e mi hanno risposto “tranquilla, sarete a distanza” e non è stato così: ci hanno messo a sedere tutti accanto, e al tavolo si sta senza mascherina (e non avevano gel da nessuna parte, né in bagno né alla cassa, e alcuni camerieri servivano senza guanti). Tranne un paio di locali, era ovunque così, perfino una tavolata di 20 ragazzini. I vigili dicevano che bastava autocertificare di essere conviventi. 20 conviventi?? Così ovunque, gruppi assembrati ai tavoli da tre persone i poi, e gruppi sulle panchine. I vigili hanno dichiarato che avevano l’ordine di accertare e di non intervenire. Se è così, allora fate prima a dichiarare che il contagio si è azzerato e che questa è tutta una facciata. Altrimenti ci vanno a rimettere i locali che si adeguano alle regole e i clienti.

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