Visite estese dalle 8 alle 20, prelievi su prenotazione, niente accompagnatori: ecco la fase 2 della sanità toscana

Da oggi, 4 maggio, con l’avvio della Fase 2, riprenderà gradualmente anche la normale attività sanitaria. Le regole sulla base delle quali ciò avverrà in Toscana sono state fissate in un’ordinanza, la numero 49, firmata ieri dal presidente della Regione Enrico Rossi.

La nuova ordinanza dispone che l’attività sanitaria riprenda per 12 ore al giorno e 6 giorni a settimana  in tutti i presidi ospedalieri e territoriali. L’estensione dell’orario è stata disposta al fine di limitare il numero di utenti e operatori presenti in contemporanea. Il sistema di gestione degli appuntamenti dovrà garantire un distanziamento temporale tra un appuntamento e l’altro, in modo da ridurre la presenza in attesa dei pazienti presso le strutture sanitarie. Per l’accesso alle prestazioni ambulatoriali, deve essere valutato immediatamente prima della visita, lo stato clinico e la presenza di sintomi riconducibili al coronavirus, nel qual caso la visita dovrà essere immediatamente riprogrammata. 

In caso di ricovero pre-chirurgico, sarà necessario effettuare il test sierologico semi-quantitativo tra i 10 ed i 7 giorni prima, mentre sarà sempre effettuato il tampone il giorno stesso, prima del ricovero.

 

Saranno riattivate le visite ambulatoriali programmate, gli screening oncologici ed i controlli propedeutici alle attività chirurgiche, secondo classi di priorità. Le aziende USL dovranno redigere un piano dell’attività, anche attraverso il ricorso al privato convenzionato.

Medici di base e pediatri di famiglia potranno avvalersi delle visite telematiche. Sempre in via telematica potranno essere fatte visite di controllo e follow up, mentre per le prime visite e per le visite che richiedono la presenza fisica saranno dati dalle AUSL appuntamenti cadenzati in maniera da evitare l’affollamento delle sale di attesa.

Rimarranno attivi davanti a tutti gli ospedali i pre-triage  e resteranno in vigore tutte le procedure di sicurezza per gli accesso agli ospedali.

Resterà la divisione tra reparti Covid e non-Convid,  con percorsi e personale dedicato.

All’interno degli ospedali e delle altre strutture sanitarie resta obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione individuale (in particolare la mascherina) e delle consuete procedure di sicurezza. Anche i lavoratori della sanità, compresi coloro che operano negli uffici, dovranno indossare dispositivi di protezione individuale se non è possibile garantire il mantenimento della distanza di 1,80 mt tra le postazioni di lavoro.

Resta, per qualsiasi prestazione sanitaria, il  divieto di accesso per gli accompagnatori, tranne che in caso di minori, disabili e persone non autosufficienti.

Ricominceranno i prelievi del sangue, che saranno effettuati solo su prenotazione.  L’orario di prelievo sarà esteso fino al primo pomeriggio (si ricorda che solo per l’analisi di alcuni valori è necessario rispettare il digiuno prima del prelievo).

La ripresa della libera professione  – raccomandata ai sensi della delibera n.1457 del 17 dicembre 2018 per ridurre le liste di attesa – sarà autorizzata dopo il raggiungimento dell’obiettivo di un tempo di attesa per le prestazioni ambulatoriali istituzionali programmate non superiore a 15 giorni ( 30 giorni per la diagnostica) .

Nelle RSA sarà prevista la presenza di un medico della Asl  – uno per ogni 300 assistiti – che seguirà gli ospiti in aggiunta al personale della struttura ed al medico curante. Sarà inoltre adottato un diario clinico web-based che permetterà di monitorare al meglio lo stato di salute degli ospiti.

I centri diurni per persone con disabilità riapriranno dal 18 maggio: a breve una delibera della Giunta regionale dettaglierà le modalità per la ripresa delle attività.

Viene confermata l’operatività delle USCA, le unità speciali di continuità assistenziale, costituite almeno in rapporto di una ogni 50.000 abitanti.

Saranno creati dalle varie aziende sanitarie della Toscana circa 1100 nuovi posti letto destinati alle cure intermedie, in questo modo l’attuale dotazione di 612 posti salirà fino all’obiettivo di 1700 posti equamente distribuiti su tutto il territorio regionale.

250 posti di terapia intensiva realizzati nel corso della pandemia  nei tanti presidi ospedalieri, nuovi e vecchi, come annunciato saranno lasciati a disposizione della protezione civile regionale e nazionale.

Infine, tutte le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliero-universitarie toscane contribuiranno al monitoraggio degli indici di controllo della pandemia istituito dal Governo.

“La Toscana è una ‘regione fredda’ dal punto di vista dei contagi e per questo possiamo pensare a riaprire ed a sperimentare una nuova normalità di convivenza con il Covid, anche in sanità” afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che ringrazia gli operatori sanitari e sostiene che l’organizzazione regionale si è dimostrata validissima: “Non smetterò mai di sottolineare che questa emergenza senza i nuovi ospedali e senza l’organizzazione per Area vasta che la Toscana si è data negli anni scorsi sarebbe stata una tragedia, con molte più criticità. Invece i problemi principali si sono avuti nelle RSA, come è successo in tutta Italia, ma qui in Toscana ce ne siamo immediatamente fatti carico ed abbiamo messo le residenze sotto l’attenzione del servizio sanitario regionale. Adesso si apre la fase di ripresa dell’attività che rappresenta anche un’occasione per riorganizzare i servizi ed in particolare il lavoro degli ospedali”.

“Un aspetto fondamentale della fase di ripresa dell’attività sanitaria – aggiunge Rossi – sarà l’abbattimento dei tempi delle liste di attesa, che in questo periodo si sono inevitabilmente allungati. Con l’apertura dei servizi nelle strutture ospedaliere e territoriali per 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana, con due turni egualmente operativi, potenzieremo l’attività e contiamo di smaltire le liste di attesa, portandole sotto i 15 giorni. La nuova organizzazione sarà fondamentale per diluire le presenze ed inoltre non sentiremo più polemiche sugli ospedali fermi il pomeriggio, perché i carichi di lavoro saranno equamente distribuiti nelle varie fasce orarie”.

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