BPER Banca dona 15mila euro al Fondo «Il Buon Samaritano» lanciato dalla Diocesi. Quaranta famiglie hanno chiesto un contributo

Aumenta la dotazione del fondo di solidarietà «Il Buon Samaritano» per sostenere le famiglie colpite dalla crisi causata dal Covid-19. Il Gruppo BPER Banca ha deciso di contribuire alla iniziativa promossa dalla Diocesi di Prato con una donazione di 15mila euro.

La sottoscrizione è stata presentata questa mattina, lunedì 29 giugno, in Palazzo vescovile alla presenza del vescovo Giovanni Nerbini, della direttrice della Caritas Idalia Venco e del direttore regionale Toscana e Umbria di BPER Banca Massimo Biancardi.

Questo contributo si aggiunge ai 150mila euro messi a disposizione dalla Chiesa pratese per aiutare tutti coloro che a causa della pandemia si trovano in una situazione di emergenza lavorativa (perdita di lavoro, riduzione dell’orario o di entrate, cassa integrazione, attività in proprio ridotta o chiusa) o abitativa (ad esempio sfratti dovuti a morosità incolpevoli nei canoni di affitto), ma anche per difficoltà legate allo studio o alla salute. Per loro ci sono fino a 1500 euro a fondo perduto che verranno utilizzati per pagare rate del mutuo, affitti, utenze o altre spese.

«Il progetto “Uniti oltre le attese” – afferma Massimo Biancardi, Direttore Regionale Toscana e Umbria di BPER Banca – vuole dare concretezza alla solidarietà che da sempre contraddistingue il Gruppo BPER e il sostegno ai territori in cui opera. In occasione dell’emergenza che ci siamo trovati improvvisamente ad affrontare e che ha colpito con violenza le situazioni di maggiore fragilità, BPER Banca si è mobilitata per cercare di dare risposte concrete alle richieste di carattere sanitario, socio-assistenziale ed economico provenienti dai territori avviando una campagna interna di raccolta fondi denominata “Uniti oltre le attese” che ha coinvolto dal top management fino a tutto il personale ed ha raggiunto una cifra pari a 2,4 milioni di euro.
In Toscana la presenza del nostro istituto si è considerevolmente accresciuta sul finire dello scorso anno in seguito all’acquisizione di Unipol Banca e la scelta degli enti da sostenere è stata realizzata in stretto raccordo con le difficoltà segnalateci a livello regionale per testimoniare concretamente la solidarietà e la vicinanza di BPER Banca ai territori, ed è proprio con questo spirito che abbiamo scelto di contribuire alla meritevole iniziativa “Il buon Samaritano” della Caritas di Prato, città in cui siamo presenti con due filiali».

Per il vescovo Giovanni Nerbini: «Questa donazione è uno degli aspetti belli di questo momento estremamente difficile: crescono a dismisura le difficoltà però c’è una sensibilità che muove le persone a farsi avanti. È un gesto importante e decisivo perché dimostra la volontà di prendersi cura dei problemi sociali. Abbiamo segnali positivi, che ci dicono come la gente non abbia perso di vista l’altro, il bisogno e il fratello». Sempre questa mattina monsignor Nerbini ha annunciato di aver avuto altre donazioni provenienti da privati e che adesso la cifra complessiva del fondo ammonta a 180mila euro.

Intanto si riunirà per la prima volta domani, martedì 30 giugno, la commissione che dovrà valutare le domande di partecipazione al fondo «Il Buon Samaritano». Subito dopo la diffusione del lancio dell’iniziativa sui media locali, in Caritas sono arrivate 51 richieste di accesso al servizio pensato dalla Diocesi di Prato come argine alla crisi economica scoppiata a causa del coronavirus. Di queste 40 hanno superato il controllo preliminare e ora passeranno al vaglio della Commissione formata dal presidente dell’Associazione Insieme per la Famiglia, da un commercialista, da due operatori del centro di ascolto diocesano, da un tesoriere volontario con esperienza bancaria pluridecennale e da due rappresentanti delle Caritas parrocchiali.

«I colloqui sono continui – afferma la direttrice della Caritas Idalia Venco – e in media durano un’ora. A tutti sarà data una risposta e se non dovessero esserci i presupposti per il contributo previsto dal fondo nessuno sarà lasciato solo: continueremo a seguire la famiglie in altro modo, le accompagneremo e le orienteremo verso gli aiuti messi in campo dalla Regione e dallo Stato». Come detto le domande arrivate in via del Seminario sono state 51 in meno di due settimane, da quando è stato lanciato il progetto. «Sono tutte persone che non si erano mai affacciate prima ai nostri centri d’ascolto – sottolinea Venco – e sappiamo dai colloqui con i parroci che qualcuno avrebbe bisogno di un aiuto ma non vuole rivolgersi alla Caritas perché si vergogna. Da parte nostra posso dire che la riservatezza è assolutamente garantita, abbiamo anche predisposto una stanza apposita per svolgere i colloqui nel rispetto della privacy. Chi ha bisogno non abbia timore e ci contatti».

requisiti di accesso. Possono accedere al fondo i residenti sul territorio della Diocesi di Prato. Tra i requisiti c’è la richiesta di essere disoccupati dal primo marzo 2020 o aver ridotto le occasioni di lavoro, aver avuto una riduzione del reddito durante la pandemia (ad esempio la cassa integrazione); non avere entrate familiari superiori a 400 euro al mese a persona e la disponibilità ad avviare un percorso di accompagnamento con i centri di ascolto Caritas per cercare di uscire dalla situazione di crisi. Il regolamento del fondo e l’autocertificazione per fare domanda di partecipazione si trovano sul sito web della Diocesi (diocesiprato.it) e della Caritas diocesana (solidarietacaritasprato.it).

Come donare. È possibile anche sostenere il fondo con delle donazioni con un versamento all’iban IT77R0538721 500000003228634 BPER Banca Agenzia di Prato e IT81Y0503421565000000001079 Banco Bpm. Quanto donato è detraibile a fini fiscali. Per informazioni: email segreteria@insiemeperlafamiglia.it; telefono 0574-34047 (Caritas).

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