Centri estivi, dalla Regione arrivano 119mila euro. A breve il Comune pubblicherà il bando per i contributi

In questi giorni si stanno concretizzando due azioni a sostegno delle attività educative. La Regione Toscana ha infatti trasferito al Comune di Prato i fondi straordinari per realizzazione dei centri estivi, per una somma di 119mila euro. Con una delibera di giunta, l’amministrazione comunale pubblicherà nei prossimi giorni una manifestazione di interesse per progetti di attività estive rivolte ai bambini e ragazzi dai 3 a 14 anni. Queste risorse si aggiungono a quelle già stanziate dal Comune.

“Dopo la lunga interruzione delle attività scolastiche in presenza, sarà un’importante occasione per offrire ai bambini e alle bambine, alle ragazze e ai ragazzi un’occasione di esperienze educative condivise e di incontro diretto – sottolinea l’assessore alla Pubblica Istruzione Ilaria Santi -. Attendiamo ora le risorse che il Governo nazionale ha annunciato per un ulteriore aiuto ai Centri Estivi e che saranno fondamentali per dare un contributo concreto”.

Inoltre, tra il 27 maggio e il 1 giugno, sono stati liquidati i contributi per il sostegno ai 33 nidi privati convenzionati che hanno presentato la documentazione delle spese sostenute durante la chiusura per la pandemia. Questa è una misura che il Comune di Prato ha fortemente voluto, perché consapevole della grande importanza della rete educativa integrata dei servizi alla prima infanzia, che comprende i nidi comunali e i nidi convenzionati. Questi ultimi sono stati infatti pesantemente penalizzati dalla sospensione delle attività. Riconoscere a queste imprese la copertura di tutte le spese documentabili rappresenta un gesto per porre le basi di una ripartenza, a settembre, delle attività educative finora assicurate ai bambini da 0 a 3 anni.
“Attendiamo dal Governo le indicazioni per le attività educative per i bambini da 0 a 3 anni che per ora non compaiono nell’agenda delle misure previste per la ‘riapertura’ – ribadisce l’assessore Santi -. L’esclusione di questa fascia di età ci preoccupa molto, perché è in conflitto con il diritto all’istruzione per tutti, previsto dalla nostra Costituzione. Ora che tutto sembra tornato alla normalità, pur con le misure di prevenzione del contagio, dobbiamo garantire anche ai più piccoli un graduale ritorno alle loro attività”.

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