Effetto Covid sull’economia, a Prato -25% di fatturato nel primo semestre 2020: è tra le peggiori province in Italia

Prato è tra le province italiane che hanno subito il peggior calo del fatturato nel primo semestre 2020, caratterizzato dagli effetti del coronavirus. Lo rivela uno studio elaborato dal Consiglio e della Fondazione nazionali dei commercialisti, che hanno messo sotto la lente d’ingrandimento le realtà produttive italiane: tra le aree ad accusare maggiormente il colpo, si legge, “Potenza (-29,1%), Arezzo (-27,2%), Fermo (-26,3%), Chieti (-25,8%) e Prato (-25,3%) con performance peggiori del dato nazionale, mentre resistono meglio Siracusa (-13,7%), Cagliari (-13,8%), Roma (-16,1%), Genova (-16,5%) e Trieste (16,7%)”.

In generale, si legge nello studio, “a livello di macroarea la maggior sofferenza si avverte nel Nord-Est (-21,3%), mentre le isole (-17,6%) fanno registrare la minor perdita in termini di variazione percentuale. Nel solo mese di aprile, unico mese ad essere sottoposto interamente agli effetti della fase 1 del ‘lockdown’, la perdita di fatturato nazionale calcolata sulla base delle simulazioni è pari a 93 miliardi di euro (-39,1%)”.

A giudizio del presidente dell’Ordine professionale, Massimo Miani, constatati i numeri negativi, “è urgente intervenire per spingere la ripresa, sia con interventi di alleggerimento della pressione finanziaria sulle imprese, a partire dal versante fiscale, sia con interventi che rafforzino il clima di sicurezza generale e quello più specifico nei settori produttivi. Non ci sembra appropriato l’eventuale intervento sull’Iva, oneroso per il bilancio pubblico ma molto poco stimolante per la ripresa di consumi e investimenti, mentre molto importanti appaiono gli interventi di stimolazione produttiva come l’ecobonus al 110%, a patto però che vengano lanciati velocemente in un quadro regolatorio il più chiaro e trasparente possibile”, chiosa il vertice dei commercialisti italiani.

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