‘Ndrangheta, fra gli 8 arrestati anche un cittadino di Prato accusato di riciclaggio verso banche cinesi

Riciclaggio di soldi poi inviati anche ad istituti di credito cinesi da parte di un imprenditore orientale di Prato, arrestato assieme ad altre 7 persone. C’è anche questo particolare nelle indagini della Dda di Milano che stamani hanno portato ad un blitz contro la ‘ndrangheta, che puntava pure ad ottenere i fondi destinati alle imprese in crisi per il Coronavirus. Gli affiliati alla ‘ndrangheta, come spiegato dal procuratore di Milano Francesco Greco, si sono avvalsi della “collaborazione” di un cinese residente a Prato, “interessato a riciclare importanti somme” cash e a “mandarle in Cina”. Sarebbero stati bonificati mezzo milione di euro dai conti correnti di alcune società inserite nel meccanismo di frode fiscale. Soldi che sarebbero andati verso banche cinesi.

L’inchiesta ha svelato “una complessa frode all’Iva nel settore del commercio di acciaio” con fatture false e attraverso società “cartiere” e “filtro”, anche all’estero, intestate a prestanome. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale aggravata dal metodo mafioso e dalla disponibilità di armi, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e bancarotta. Quattro persone sono finite in carcere e quattro ai domiciliari e sono stati sequestrati beni, tra cui aziende e disponibilità finanziarie, per 7,5 milioni di euro. Perquisizioni in corso in varie regioni e in più la notifica di un avviso di conclusione indagini a carico di 27 persone.

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