Produzione manifatturiero, a Prato gli ultimi tre mesi peggio della crisi del 2008: male anche la raccolta ordini

Una contrazione della produzione industriale pari al 33,9%: è quella che si è registrata a Prato nel secondo trimestre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, secondo i dati del centro studi di Confindustria Toscana Nord. Prato è il distretto che fa peggio nell’area (Lucca si attesta ad un -12,7% e Pistoia a -17,3%), con un risultato di “eccezionale gravità”, come lo definiscono gli industriali, che supera la crisi del 2008, quando Prato registrò un calo di produzione pari al 18,2%. A fare peggio sono i settori della metalmeccanica (incluso il meccanotessile) e del tessile. -36% sulla raccolta ordini del comparto dell’abbigliamento. Nell’intera area di competenza, rimanendo al manifatturiero, a risentire di più della chiusura e della ripresa “in sicurezza”, ovvero con un aumento dei costi per le aziende, sono state le piccole e medie imprese, quelle che hanno tra i 10 e i 49 addetti e che hanno registrato un calo di produzione pari a -24,9%  nel 2020 rispetto al 2019. Pessimismo anche per il terzo trimestre a Prato, dove si prevede un ulteriore peggioramento rispetto ai tre mesi precedenti di 3 punti percentuali nel manifatturiero. “La raccolta ordini ha limitato le produzioni a brevissimo, quelle che si producevano nell’arco di 3-4 mesi – spiega Francesco Marini, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord – ci aspettiamo una ripresa che ci permetta di tornare alla normalità tra 6-8 mesi. Comunque i nostri clienti hanno stock di magazzino sulla scorsa primavera che andranno a riutilizzare, perciò la stagione primaverile sarà prodotta sicuramente in maniera minore”.

Male anche il settore delle costruzioni, dove tra gennaio e maggio 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, è stato perso il 3,3% delle imprese e lo 0,4% degli operai.

Confindustria Toscana Nord invoca una svolta nelle politiche regionali: il bando per gli incentivi all’acquisto di servizi a supporto dell’internazionalizzazione si è aperto e chiuso nel giro di poche ore per esaurimento delle risorse e, mantenendosi sui toni della visita di Salvini di sabato, l’associazione, per voce del suo presidente Giulio Grossi, dice: “La questione della chiusura del ciclo dei rifiuti è l’emblema di come non va gestita la politica industriale”.

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