Controlli di vicinato pronti a partire, ecco le “regole di ingaggio” per contribuire alla sicurezza del proprio quartiere

Gruppi whatsapp chiusi, con l’ingresso di nuovi aderenti solo su invito del coordinatore. Vietato l’utilizzo di pseudonimi. Si potranno fare segnalazioni di persone o auto sospette con le relative descrizioni, ma non si potrà fare indagini o schedare le persone. Nè si potranno condividere foto, riprese video o messaggi vocali, a meno che non venga richiesto erpressamente dal coordinatore o dalle forze dell’ordine. Sono alcune delle regole del vademecum dei gruppi di vicinato, approvate dalla giunta comunale di Prato per dare attuazione al protocollo siglato lo scorso novembre in Prefettura (cui aderirono anche i comuni di Poggio a Caiano, Carmignano e Montemurlo).

A Prato sono sei i gruppi spontanei costituitisi negli anni scorsi (Iolo, Maliseti, via Petrarca, Castellina, Querce e Mezzana), con l’obiettivo di contribuire alla sicurezza del proprio quartiere. Adesso, dopo le direttive del Ministero degli Interni e il percorso di regolamentazione avviato con le autorità locali, potranno diventare operativi.

Il Comune di Prato, a fine  agosto, ha dedicato una sezione del proprio sito per illustrare il progetto e per raccogliere le adesioni: gli interessati a partecipare dovranno compilare uno dei due moduli predisposti per aderire a gruppi di controllo di vicinato esistenti o a gruppi ancora da creare.
Il modulo dovrà essere inviato con allegato la fotocopia del proprio documento di identità all’ufficiale referente della polizia municipale Michele Maionchi. Assieme a lui, a supervisionare il progetto sarà Giovanni Mosca, già consigliere del sindaco Matteo Biffoni per le tematiche di la valorizzazione delle frazioni, che avrà l’incarico di capo-progetto. In questa veste Mosca parteciperà a incontri di formazione con le forze dell’ordine e sarà il referente a cui è demandato il compito di raccogliere le segnalazioni dei cittadini del quartiere e di girarle alla Polizia municipale, che effettuerà una sorta di filtro degli esposti, interpellando gli uffici competenti o le forze dell’ordine nei casi ritenuti necessari.

Ogni gruppo di controllo di vicinato avrà un coordinatore, che dovrà possedere requisiti di onorabilità, sarà individuato dal Comune di Prato e il cui nome sarà comunicato alle forze dell’ordine.
Per ciascun gruppo sarà poi creata una chat condivisa whatsapp: le persone residenti nella stessa zona della città potranno così informarsi rapidamente su eventuali anomalie riscontrate nella zona di appartenenza per poi segnalarle successivamente alle forze dell’ordine. È sempre compito del coordinatore interfacciarsi con il referente della polizia municipale  e con il capo progetto. Le segnalazioni urgenti per fatti rilevanti che attengono alla sicurezza e all’incolumità delle persone devono in ogni caso comunque essere fatte ai numeri di emergenza. Restano vietate iniziative personali di chi provi a sostituirsi alle forze dell’ordine e ogni forma, individuale o collettiva, di ronda o pattugliamento del territorio.

Come si attua il controllo di vicinato
La presenza di un gruppo di controllo di vicinato è segnalata tramite la collocazione di appositi cartelli.  Il gruppo di vicinato dovrà:
– scambiarsi numeri di telefono ed indirizzi e-mail per un contatto rapido;
– osservare attentamente e segnalare eventuali anomalie durante le attività quotidiane;
– aiutarsi tra vicini di casa, ad esempio ritirarsi reciprocamente la posta in caso di assenza prolungata;
– segnalare la presenza di persone o di mezzi di trasporto palesemente sospetti (annotare le targhe dei veicoli);
– segnalare la presenza in luogo pubblico di auto, moto o biciclette che si sospettano rubate;
– segnalare fatti che si manifestano come anomali in relazione alla specificità dei contesti territoriali;
Divieti – Cosa NON fare
Il gruppo di controllo di vicinato non si sostituisce alle forze dell’ordine che sono le sole a poter svolgere l’attività di repressione e di ricerca degli autori dei reati.  Pertanto, a titolo esemplificativo:
– non interviene attivamente in caso di reato, fatte salve le prerogative che la legge riserva ad ogni cittadino;
– non fa indagini sugli individui;
– non scheda le persone;
– non si intromette nella sfera privata altrui;
– non fa ronde.

Il regolamento delle chat del controllo di vicinato

Nelle chat del controllo di vicinato è fatto divieto di:
– inviare messaggi non attinenti le attività di controllo di vicinato;
– commentare o rispondere alle segnalazioni ricevute, se non espressamente richiesto dal coordinatore;
– inviare messaggi vocali, fotografie o riprese video, a meno che non venga espressamente indicato dal coordinatore o da una fonte autorevole (es. forze dell’ordine);
– riferire a terzi le comunicazioni e le segnalazioni ricevute tramite la chat di gruppo, a meno che non venga espressamente richiesto dal coordinatore o da una fonte autorevole (es. forze dell’ordine).
È fatto obbligo di:
– inserire soltanto segnalazioni di fatti per i quali siano stati testimoni diretti o la cui fonte è attendibile e legittima (es. forze dell’ordine);
– utilizzare un linguaggio educato e rispettoso. Pertanto, non saranno tollerate polemiche o battute a sfondo razzista o sessista, insulti o parolacce. Non saranno inoltre ammesse discussioni di carattere politico o religioso;

Il ruolo del Comune di Prato
Il Comune di Prato promuove e pubblicizza il progetto;  organizza e realizza incontri di presentazione alla cittadinanza;
favorisce la costituzione dei gruppi e fornisce l’informazione e la formazione necessaria;
installa i cartelli nelle zone in cui sono costituiti i gruppi di controllo di vicinato aderenti al Protocollo.
individua, tra i cittadini delle zone interessate, i coordinatori dei “gruppi di controllo di vicinato”, comunicando i nominativi a Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri di Prato.
vigila sulla rigorosa osservanza della corretta esecuzione del progetto “controllo di vicinato” ed in particolare verifica che i cittadini:
a) limitino il proprio intervento ad un’attività di mera osservazione;
b) si astengano da incaute iniziative personali o comportamenti imprudenti, che potrebbero determinare situazioni di pericolo per se stessi o altri;
c) non sconfinino in eventuali possibili forme di pattugliamento attivo, individuale o di gruppo, del territorio.
nomina il capo progetto di Prato e il referente della polizia municipale, che raccolgono le comunicazioni relative alla costituzione dei “gruppi di controllo di vicinato”, organizzano incontri e assemblee pubbliche nelle zone interessate dall’iniziativa, di concerto con le altre forze dell’ordine;
Il capo progetto e il referente della polizia municipale vagliano le adesioni dei cittadini al progetto, ascoltano e  valutano le proposte e le richieste dei cittadini;
Il capo progetto mantiene i contatti con i coordinatori attraverso  tramite chat dedicata.

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