Demolizione ex-ospedale, è il giorno della consegna del cantiere: 9 mesi per abbattere 170.000 metri cubi e fare spazio al Parco centrale FOTO

Dopo 2 anni e 8 mesi dalla pubblicazione della gara europea e dopo la pioggia di ricorsi e sentenze di vario orientamento di Tar e Consiglio di Stato, oggi è stato il giorno della consegna del cantiere per la demolizione del vecchio ospedale di Prato. La Asl Toscana Centro ha aggiudicato i lavori alle imprese capitanate dalla Daf costruzioni stradali, prime in graduatoria grazie all’offerta presentata e al ribasso del 39,54% rispetto al prezzo base di 5,6 milioni di euro. I lavori costeranno dunque circa 3,5 milioni di euro. L’azienda – da contratto – avrà circa 9 mesi di tempo per demolire i tre blocchi principali del complesso Misericordia e Dolce, la cui costruzione è a cavallo tra gli anni Sessanta e Ottanta: saranno abbattuti 170.000 metri cubi di volumi, per lasciare spazio al Parco centrale di Prato.
I primi interventi riguarderanno l’insediamento del cantiere (con delimitazione e recinzioni) e la viabilità, che sfrutterà l’accesso da via Cavour.
“Stiamo facendo dei saggi strutturali per preparare il piano di dettaglio delle demolizioni che presenteremo nel giro di una settimana – spiega il direttore tecnico del cantiere per Daf, il geometra Massimiliano Donzelli -. Presumibilmente gli abbattimenti inizieranno con i corpi di fabbrica più bassi la settimana del 7 settembre. Presenteremo una richiesta di deroga legata ai rumori”.

Nel cantiere, a pieno regime, lavoreranno dai 30 ai 40 operai. L’orario indicativo è dalle 7 alle 17, dal lunedi al venerdi, ma le lavorazioni potrebbero estendersi anche al fine settimana, per rispettare la scadenza (l’azienda ha ottenuto punteggio aggiuntivo per l’impegno a ridurre i giorni di lavorazione rispetto ai 336 previsti dal bando).
Importante sarà l’aspetto della selezione del materiale da avviare a recupero e dell’amianto da smaltire (solo nel rivestimento che tiene fermo l’isolante nelle tubazioni del riscaldamento sono stati trovati oltre 3 Km di eternit).
Tornerà in città anche la maxi-pinza che già varcò nottetempo le mura di via Cavour ai tempi della prima aggiudicazione, per poi essere spostata oltre un anno dopo dalla Daf in altri cantieri, nel periodo del lungo contenzioso legale con la seconda (Del Debbio spa) e la terza azienda classificata (Rad). “E’ una pinza demolitrice di 1100 quintali di peso complessivo, dotata di un braccio meccanico di 42 metri, in grado di raggiungere i piani più alti dell’ex ospedale, e di un sistema di nebulizzatori in punta per l’abbattimento delle polveri. Ha appena finito di demolire una centrale elettrica nei pressi di Milano” spiega Donzelli.

La demolizione dell’ospedale è un’opera imponente: nel progetto indicato dalla Asl si stimava un andirivieni in via Cavour, per il trasporto di detriti e macerie verso le aree adibite a discarica di circa 104 mezzi pesanti al giorno, ovvero 4 autocarri all’ora nella fascia diurna. Particolare attenzione dovrà essere dedicata al contenimento dei rumori, delle polveri e delle vibrazioni in un’area, all’interno del centro storico, fortemente abitata.

La Asl ha richiesto alcuni accorgimenti: la frequente umidificazione, l’utilizzo di un cannone nebulizzatore, la presenza di barriere antipolvere con teli (di 5 metri per 10) sostenuti da apposita autogru, una stazione di lavaggio ruote all’uscita del cantiere e barriere e teloni per “proteggere” le abitazioni circostanti dagli effetti del vento sui cumuli di macerie. Sono indicati inoltre tre punti di monitoraggio per la misurazione delle polveri, centraline di rilevamento del rumore causato dal cantiere e una stazione posta alla base delle mura storiche per il monitoraggio delle vibrazioni.

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