Spedizione punitiva al Pinchos, parla il titolare: “Non ci sentiamo tutelati. Servono più controlli nelle ore a rischio” VIDEO

“Sabato sera non ci siamo sentiti tutelati. Le situazioni di pericolo si verificano sempre dalle 23 in poi: è in quel momento che servirebbe almeno vedere la presenza di qualche pattuglia delle forze dell’ordine”. Dopo le polemiche resta spazio solo per l’amarezza in uno dei titolari del Pinchos, Leonardo Piccirillo. Per terra, fuori dal locale, ci sono ancora i segni dei cocci delle bottiglie di birra rotte durante la spedizione punitiva ai danni dei gestori del bar che si erano rifiutati di dare da bere a un gruppetto di giovani magrebini su di giri (leggi l’articolo). Piccirillo mostra ai cronisti la foto del bagno tutto sporco di sangue, per dare la misura della violenza con cui è stato aggredito uno dei clienti del locale, finito al pronto soccorso con una profonda ferita da taglio dietro la testa.

 
La richiesta è quella di maggiore tutela. Di più presenza di pattuglie soprattutto nelle ore più a rischio, quando il pericolo di episodi di microcriminalità è maggiore. E ai commercianti della strada chiede di fare squadra, per allontanare certe persone da via Settesoldi.

Questa mattina al Pinchos per portare la solidarietà dell’amministrazione comunale si sono presentate anche gli assessori Squittieri, Leoni, Santi e il delegato al centro storico Sbolgi. Oltre all’ipotesi di installare altre telecamere nella strada, la necessità espressa dall’assessore Leoni, che parla di episodio “terribile e non tollerabile”, è quella di un sistema di controllo ancora più integrato da parte di tutte le forze dell’ordine.

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