Turismo, il centro di Prato soffre: per Ferragosto alberghi chiusi tra le mura. Ma la Val di Bisenzio e il Montalbano vivono una seconda vita

Tra i centri città che soffrono in questa estate Covid c’è anche quello di Prato. Nel periodo gennaio-giugno gli arrivi degli italiani hanno subito un calo del 55% rispetto allo scorso anno; le presenze, cioè i pernottamenti, del 47%. Ancora più drastiche le percentuali riferite ad arrivi e pernottamenti dei viaggiatori stranieri, diminuiti di oltre il 70%. Del resto sui numeri ha pesato la chiusura  delle frontiere dei mesi scorsi. In questi giorni di ritorno alla mobilità, a Prato si osserva il tipico turismo “mordi e fuggi”, fenomeno che sembra trovare conferma anche nella scelta di alcuni alberghi di chiudere completamente nella settimana di Ferragosto. Tra le mura, per esempio, non ci sarà nemmeno una struttura aperta il 15 agosto: “In effetti a ferragosto no, ma i pochi turisti che vengono a Prato potranno trovare ospitalità nelle strutture alberghiere fuori dalla cinta muraria, che sono aperte”, riferisce il presidente di Federalberghi Prato Rodolfo Tomada.
Non va meglio alle strutture extralberghiere (affittacamere e bed and breakfast: a Prato ce ne sono 129): in quello centralissimo in piazza San Francesco, Dimora 16, la prima prenotazione è fissata per il 25 agosto. E c’è chi come il Barbarossa in via Cairoli ha deciso di abbassare il bandone per tutta l’estate, in attesa di vedere cosa succederà a settembre. A vivere una seconda vita grazie al turismo di prossimità è la provincia: “Se confrontiamo il solo mese di giugno 2020 con giugno 2019, vediamo che il comune di Prato subisce un calo del 30% del turismo – spiega l’assessore comunale di Prato Lorenzo Marchi -; la vera sorpresa è la provincia, in cui c’è addirittura un lievissimo aumento delle presenze rispetto allo scorso anno, grazie ai percorsi per il trekking e la bicicletta nel Montalbano e nella Val di Bisenzio”.

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