Buon Samaritano, le testimonianze di Cristiano e Lucia aiutati dal fondo a pagare l’affitto: «un sospiro di sollievo importantissimo» VIDEO

Sono già 62 le persone che hanno ricevuto il fondo di solidarietà «Il Buon Samaritano», per un totale di quasi 76mila euro di risorse erogate. Uomini, donne, italiani e stranieri, giovani e meno giovani. Persone che a causa dell’emergenza sanitaria si sono trovati in difficoltà a pagare alcune spese, come l’affitto o le utenze, per i quali il fondo lanciato dalla Diocesi di Prato è stato ed è tuttora una risposta concreta ad un bisogno necessario ed imminente.

Tra loro Cristiano, 47 anni, sposato e con una figlia di otto anni e mezzo, in cassa integrazione dal 23 marzo. Cristiano è metalmeccanico e lavora nel settore della moda, comparto che ancora stenta a ripartire, e così il titolare si è trovato costretto a prorogare la cassa almeno fino all’11 di ottobre.
«Io sono stato messo in cassa integrazione, cassa che fortunatamente il titolare ha sempre anticipato, non ci ha mai lasciati senza – racconta Cristiano -; mia moglie a causa della crisi ha subìto una riduzione di lavoro e di conseguenza ha percepito meno compensi, abbiamo una figlia piccola e non abbiamo altri aiuti. Ci siamo dunque trovati in una situazione di difficoltà ed era diventato davvero complicato pagare l’affitto. Parlando con la padrona di casa, che è stata davvero gentile e ci è sempre venuta incontro, siamo venuti a conoscenza del fondo del Buon Samaritano. Ecco quindi che abbiamo presentato tutte le pratiche e fortunatamente la nostra richiesta è stata accolta».

Il contributo, lo ricordiamo, non viene dato all’utente ma direttamente, in questo caso, al locatario, per due mensilità. «Il fondo è stato davvero un sospiro di sollievo importantissimo, una speranza nel futuro – aggiunge Cristiano, che ha anche fatto domanda per il bando contributo affitto Covid, ma è in lista di attesa -. Un aiuto concreto e deciso per le persone in difficoltà. Sono grato alla Caritas per questo importantissimo supporto».

 

 

 

Anche Lucia sta attraversando un periodo complicato. Ha 63 anni, non lavora, vive con la figlia di 38 e la nipote di 7. Il Covid ha messo a dura prova la sua famiglia e così Lucia inizialmente è stata aiutata dai familiari, poi si è rivolta alla parrocchia, la quale l’ha indirizzata verso la Caritas. Adesso grazie al Buon Samaritano è riuscita a pagare due mensilità di affitto e talvolta fa la spesa all’Emporio della Solidarietà.
«Mia figlia ha lavorato fino a febbraio, da marzo è in cassa integrazione. cassa che non arrivava mai, così come lo stipendio di febbraio, che è stato pagato solo pochi mesi fa. E intanto i mesi di affitto da pagare si sono accumulati – spiega Lucia -. Poi ha avuto un problema molto delicato ed ha subito un intervento alla testa. Dalla cassa integrazione è passata dunque alla malattia. Dovrebbe percepire lo stipendio intero, ma questo purtroppo non avviene. Il titolare le consegna la busta paga, senza però erogare lo stipendio. Dopo ripetute richieste le sta dando qualche acconto, ma questo non basta per pagare l’affitto, le bollette e la spesa».

E così Lucia prima si è rivolta alla propria parrocchia, «che mi ha subito dato una mano. Tramite il parroco ho poi conosciuto questo fondo di solidarietà, ho portato tutti i documenti richiesti e nell’arco di pochissimi giorni sono stata ricontattata da Caritas e ho percepito il supporto: sono state pagate al proprietario di casa due mensilità di affitto. La speranza è che la situazione migliori, gli affitti piano piano torneranno ad accumularsi di nuovo – prosegue Lucia -. Sono molto riconoscente alla mia parrocchia e alla Caritas. Questo fondo è davvero un servizio eccellente che ha risposto nell’immediato ai nostri bisogni, così come a quelli di tanti altri che purtroppo a seguito dell’emergenza sanitaria si sono ritrovati nella nostra stessa situazione».

 

 

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