Cattedrale piena per i funerali di don Provenzi. Il Vescovo: «Ricorderemo il forte senso di paternità che aveva nei confronti delle sue parrocchie» VIDEO

La cattedrale di Prato era piena questa mattina per i funerali di don Luigi Provenzi, deceduto il 26 agosto al centro grandi ustionati di Pisa in seguito ad un malore che lo aveva fatto cadere fra le braci di un fuoco acceso dietro la chiesa di san Domenico per bruciare alcune sterpaglie. Un tragico incidente che ha lasciato sconvolti i familiari e le comunità parrocchiali; sia quella dei Santi Martiri, fondata da don Luigi nel 1976, sia quella di san Domenico dove era parroco dal 2007. Il funerale è stato presieduto dal vescovo Giovanni Nerbini e concelebrato dal clero diocesano. Presente il vescovo emerito Franco Agostinelli. Monsignor Gastone Simoni ha portato il suo saluto ieri pomeriggio in San Domenico, dove la salma era esposta.

 

 

Durante l’omelia monsignor Nerbini ha ricordato la vita di don Luigi, accompagnata da una fede entusiasta e da un forte senso di paternità nel guidare le parrocchie a lui assegnate. In san Domenico aveva poi trovato una vera casa, aveva contribuito a creare il Gruppo Storico e ribadiva sempre di voler rimanere a vivere in parrocchia da solo, nonostante l’età. La malattia di don Pierluigi Milesi, amico fraterno e parroco insieme a lui in San Domenico, aveva rivelato la sua grande dedizione, spendendosi senza esitazioni per il sacerdote che alla fine, prima di morire, si raccomandava a don Luigi. «L’amore di Dio ci vuole salvi tutti, e noi questo amore lo vogliamo celebrare in don Luigi e per don Luigi, ricordando le soddisfazioni della sua vita a cui oggi si aggiunge la vita piena in Dio», ha concluso il Vescovo. Al termine della messa è intervenuto anche don Gianni Gualtieri, attuale parroco dei Santi Martiri, ricordando don Luigi con le qualità di un padre fondatore.

La salma di don Luigi Provenzi è stata sepolta nel cimitero della Misericordia.

 

1 Commento

  1. Non conoscendo bene Don Luigi non ero presente al funerale che ha celebrato stamattina Monsignor Giovanni Nerbini anche se l’ho ricordato nelle preghiere da quando è stato vittima dell’incidente domestico avvenuto la mattina di Sabato 22 mentre si trovava nel giardino per bruciare alcune sterpaglie fino alla notizia della sua morte avvenuta Mercoledì 26 il giorno della ricorrenza della Madonna Nera di Czestochowa a cui era devotissimo San Giovanni Paolo II. Il funerale è stato concelebrato dal clero pratese insieme al Vescovo Emerito Monsignor Franco Agostinelli che aveva celebrato i funerali a Don Pierluigi Milesi a Marzo dell’anno scorso anche se non è mancato il saluto di Monsignor Gastone Simoni nella Chiesa di San Domenico dove era esposta la salma fino alle 09:00 di stamattina. Centinaia di fedeli lo hanno ricordato a cominciare da quelli dei Santi Martiri comunità da lui fondata negli Anni Settanta, a quelli del Duomo dove è stato Viceparroco ai tempi di Don Emilio Riva(1949-2018) ed in seguito “Canonico della Cattedrale” ed infine quelli di San Domenico dove era presente nel 2007 ridando vita alla vecchia comunità di fedeli presente ai tempi di Padre Giorgio Civinini(1923-2001) storico frate francescano così come gli altri confratelli Fra Teofilo Tendi e Fra Beniamino Donati che ci sono stati fino al 2006 ed ora sono col Signore. Non è mancato il ricordo dell’Azione Cattolica Diocesana visto che da diversi anni la sede legale era passata dalla Chiesa dello Spirito Santo al Chiostro di San Domenico. Ci tengo a precisare che quello di stamattina è il secondo funerale celebrato dal nuovo vescovo a distanza di quasi un’anno dalla morte di Don Orfeo Pastorelli avvenuta lo scorso ottobre all’età di 95 anni(era del 1924) e ben 72 anni di sacerdozio avvenuta nel 1947 per mano dell’allora Vescovo di Gubbio Monsignor Beniamino Ubaldi ed era il “Decano” del clero pratese. Concludo riportando le parole del ritornello del Salmo Biblico 144 della Liturgia di Oggi: “Giusto è il Signore in tutte le sue vie”. Questo ritornello si rispecchia bene nella vita vissuta da Don Luigi che ha visto crescere e germogliare i frutti da lui seminati nel terreno buono indicatogli dal Signore

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