Firenze vale 13 volte Prato in consiglio regionale. Ecco le spiegazioni delle storture della legge elettorale toscana che penalizza la nostra provincia

governatore toscana

Firenze 13 consiglieri regionali, Prato solo 1. E’ il risultato delle ultime consultazioni regionali che per l’ennesima volta penalizzano la provincia pratese in termini di rappresentanza in Toscana, premiando quella fiorentina. I numeri, guardando al rapporto degli elettori fra le due province non tornano. Firenze infatti conta 775mila elettori, quattro volte in più di quelli della provincia di Prato che si fermano a quota 182mila. Eppure a livello di rappresentanza in Regione il rapporto non è di un consigliere a quattro in favore di Firenze, bensì di un consigliere a 13.

Il risultato è frutto delle storture di un sistema elettorale che premia i collegi con più elettori e che favorisce il capoluogo di regione che viene suddiviso in quattro circoscrizioni, ognuna delle quali ha la quasi certezza di eleggere almeno un consigliere regionale.

Succede ad esempio che Andrea Vannucci del Pd arrivi terzo nel collegio Firenze 1 con 8mila preferenze ma si garantisca uno scranno in consiglio, mentre il pratese del Pd Nicola Ciolini resti fuori con mille preferenze in più (è proprio Vannucci a negare l’ultimo posto disponibile in consiglio a Ciolini all’una di notte di lunedì). Il calcolo avviene attraverso un metodo matematico che ripartisce i seggi elettorali in modo proporzionale e in base ai resti. Facciamo un esempio. Nel collegio di Firenze 1, il Pd prende 61.490 voti, mentre a Prato i democratici se ne assicurano 38.540. Dividendo i voti di Firenze per tre seggi vediamo che per fare scattare il terzo seggio il capoluogo di Regione ha a disposizione 20.496 voti. Dividendo invece i voti di Prato per due seggi, vediamo che per fare scattare il secondo posto in consiglio la nostra provincia dispone di 19.270 voti. Essendo quindi inferiore il numero dei voti pratesi rispetto a quelli fiorentini, allora Firenze si garantisce il terzo seggio e Prato solo uno.

Prato, con l’attuale sistema elettorale, paga il fatto di essere la terza provincia meno popolosa della Toscana, arrivando davanti solo a Grosseto e Massa Carrara. Nella nostra provincia è già partita la mobilitazione fra associazioni di categoria e mondo civile per chiedere alla politica di sistemare questa stortura elettorale. Adesso ci sono altri cinque anni di tempo per evitare una nuova beffa.

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