“Guerra del gas”, la sentenza mette fine alla lunga battaglia: assolti i vertici di Estra e Consiag perché il fatto non sussiste

Tutti assolti perché “il fatto non sussiste”. Questa la sentenza pronunciata stamani e che chiude la turbolenta vicenda della cosiddetta gara del gas: la lunga battaglia che ha visto in questi anni – circa 10, dai fatti contestati – contrapporsi in sede giudiziaria e amministrativa le ragioni del Comune di Prato, all’epoca guidato dalla giunta di centrodestra dell’ex sindaco Roberto Cenni, Estra e Consiag. L’accusa nei confronti degli imputati (ovvero Paolo Abati, direttore generale di Estra, Luciano Baggiani, presidente dell’assemblea dei soci di Consiag e altri tre dirigenti del gruppo: Paolo Quercioli, Cesare Calistri e Alessandro Puccetti) era di turbativa d’asta e abuso di posizione dominante.

Il Comune di Prato, sotto la giunta Cenni, nel 2010, decise di indire la gara del gas per il proprio territorio comunale, optando per la liberalizzazione e scontrandosi con le resistenze di Estra, allora gestore del servizio sull’intero territorio provinciale. Si opposero alla gara unica del Comune di Prato, anche gli altri comuni soci di Consiag, contrari allo scorporo della rete.

Secondo l’accusa, gli imputati avevano messo in atto condotte collusive e usato mezzi fraudolenti, negando la trasmissione di dati utili al Comune di Prato per l’indizione della gara, opponendo azioni legali pretestuose e coinvolgendo nella strategia dilatoria altri comuni consorziati in Consiag. Completamente opposta la posizione degli avvocati difensori Rocca, Lucibello, Cipriani e Denaro, che avevano chiesto l’assoluzione dei propri assistiti: oggi, dicono, è arrivata questa sentenza per “assenza totale di prove”.

“Siamo soddisfatti – spiega l’avvocato Alberto Rocca -. Questa sentenza ci ripaga di tante sofferenze e pensieri. Pieno rispetto per la procura ma grande soddisfazione”. Per l’avvocato Denaro “l’assoluzione di oggi si basa sull’evidenza. Una evidenza talmente forte da aver consentito ai giudici di non doversi rifugiare nella prescrizione. Questo è l’aspetto più significativo di questa vicenda”.

Lo stesso Luciano Baggiani, in aula insieme ad Alessandro Puccetti, non ha nascosto l’emozione. “Sono contentissimo, sto piangendo – ha detto ai cronisti -. Ero sereno sia per la mia condotta che per quella degli altri imputati. Dispiace che per arrivare a un esito ci sia voluto così tanto tempo”. Rispetto ai motivi che spinsero il Comune a voler dar vita ad una nuova gara, Baggiani non ha dubbi: “Senza sé e senza ma, è stata solo una questione politica – ha affermato -. Anche le motivazioni della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato ce lo dicono: nel primo caso, il Comune da questa vicenda ci ha guadagnato; nel secondo, il Consiglio di Stato ha sottolineato che era dovere della società tutelare il proprio patrimonio”.

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