Omicidio via Firenze, il fermato ha portato con sè un coltello. Il movente economico pista privilegiata

È il movente economico, per conti in sospeso fra i due uomini, la pista più accreditata per spiegare la furia omicida del 43enne fermato dai carabinieri per l’omicidio di Mirko Congera, il 44enne ucciso a coltellate poco dopo la mezzanotte di martedi scorso nell’appartamento di via Firenze, in una corte vicino al circolo I Risorti, dove la vittima viveva con la compagna, Daniela Gioitta. La donna, anch’essa accoltellata alla gola, è stata operata d’urgenza ed è ricoverata all’ospedale Santo Stefano, non in pericolo di vita. È stata sentita dai militari, ma non avrebbe saputo dare alcuna spiegazione sull’accaduto, né riguardo al rapporto che l’aggressore intratteneva con la vittima. I due uomini, entrambi disoccupati, si conoscevano e si erano visti la sera stessa, per una bevuta insieme, tra le 20 e le 20,30. Attorno a mezzanotte, il 43enne, un elettricista che abita a 300 metri dalla coppia, si è recato a casa del Congera e lo ha accoltellato, uccidendolo con un fendente alla gola.
La donna ha assistito alla scena e per questo sarebbe poi diventata il secondo bersaglio dell’omicida, prima di darsi alla fuga. È stata proprio Daniela Gioitta, col le proprie urla, a richiamare l’attenzione dei vicini, fra cui diversi familiari, e a rivelare loro il nome dell’assassino. Dopo appena 20 minuti i carabinieri si sono recati a casa del presunto omicida e lo hanno sottoposto a fermo. Aveva una ferita ad una mano; tracce di sangue sono state trovate sui suoi vestiti e per terra. L’uomo avrebbe provato a ripulirsi le scarpe e le mani; tracce ematiche sarebbero state ritrovate anche sul lavandino della sua casa, che è stata sottoposta a sequestro, al pari dell’appartamento dove si è consumato l’omicidio. Sul luogo del delitto, i carabinieri hanno sequestrato un coltello, la probabile arma usata dall’assassino. Gli inquirenti ritengono che il fermato se lo sia portato da casa, perchè nell’abitazione dell’uomo sono stati trovati altri coltelli simili, assenti invece nella casa di via Firenze. Un particolare che farebbe pensare alla premeditazione del gesto. Gli inquirenti stanno cercando di trovare informazioni sul rapporto tra Congera, che aveva piccoli precedenti per truffa, e il fermato, il quale nell’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere, e che nelle prossime ore dovrà comparire dinanzi al gip per la convalida del fermo. Altri elementi potranno arrivare dalla perizia informatica sui cellulari delle tre persone coinvolte e dall’autopsia sul cadavere di Mirko Congera, disposta dalla Procura.

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