Area inerti a Casale, il Comitato valuta il ricorso al Consiglio di Stato: “Il sindaco si faccia garante della salute dei cittadini”

“Il sindaco Matteo Biffoni si faccia garante della salute dei suoi cittadini, in primis di quelli che risiedono nella zona del Casello di Prato Ovest, con azioni concrete e mirate, iniziando dall’installazione di una centralina di rilevamento delle polveri. Solo con quella potrà essere dimostrato, come sostiene il sindaco, se l’impianto di domani migliorerà l’aria di oggi”. La richiesta arriva dal Comitato Ambientale di Casale dopo aver appreso, tramite i propri legali, che il ricorso presentato nel 2016 contro la variante urbanistica relativa all’area adibita alla lavorazione e discarica di rifiuti inerti, situata nei pressi del Casello A11 di Prato Ovest, è stato rigettato dal TAR Toscana lo scorso 29 settembre.
“Siamo molto dispiaciuti che, dopo una lunga attesa di più di 4 anni, l’udienza si sia potuta svolgere esclusivamente con trattazione scritta in ragione del rito imposto dall’emergenza COVID-19, senza quindi la presenza dei nostri avvocati e temiamo che ciò possa avere depotenziato le nostre argomentazioni e l’articolata relazione tecnica prodotte a supporto del ricorso che, di fatto, sembrano essere state totalmente ignorate” scrive il Comitato, che sta valutando di impugnare la sentenza dinanzi al Consiglio di Stato. “Indipendentemente dagli sviluppi in sede giudiziaria – si legge ancora nella nota -, il Comitato Ambientale di Casale continuerà ad impegnarsi per vigilare sulla vicenda, tenuto conto che l’inadeguatezza del sito scelto dal Comune per la lavorazione degli inerti riemergerà in occasione della Valutazione di Impatto Ambientale, necessaria per la realizzazione dell’impianto di frantumazione, quando le prescrizioni previste dalla normativa dovranno essere attuate a tutela della salute e del benessere dei cittadini residenti”.
“Dalla sua pagina Facebook apprendiamo che Biffoni nell’esprimere la sua soddisfazione per la sentenza del TAR ha addirittura affermato che l’area trattamento inerti significherà meno inquinamento, meno spese e meno rischi” aggiunge il Comitato. Da qui l’appello al primo cittadino affinché si faccia garante della salute dei cittadini.

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