Confcommercio sulle chiusure: “Scelte del Governo inaccettabili”

Tiziano Tempestini - Direttore Confcommercio Pistoia-Prato

“Ci troviamo di fronte a un Governo che prende decisioni senza sapere realmente cosa sta facendo. Le maggiori chiusure, sempre più restrittive, per le attività economiche non possono essere l’unica risposta al contenimento dei contagi”.
È duro il commento di Confcommercio dopo l’ultimo DPCM che sospende fino al 24 Novembre numerose attività e chiude i pubblici esercizi alle 18.00.
“È imprescindibile l’importanza di mettere al primo posto il contenimento del virus ed è chiaro, oggi, che servono sacrifici e una presa di responsabilità da parte di tutti per farlo.
Ma il nuovo lockdown “mascherato” imposto dal Governo sta condannando a morte migliaia di imprese italiane con gravi conseguenze sia economiche che sociali.
Sapevamo che ci sarebbe stata una nuova ondata in autunno, ne sentiamo parlare dallo scorso maggio.
Abbiamo avuto mesi per prepararci e le nostre imprese lo hanno fatto, rispettando i protocolli anti-contagio, adattando le proprie attività, cercando soluzioni in vista della stagione invernale e dell’impossibilità di usufruire degli spazi esterni – prosegue la nota di Confcommercio –  Sapevamo che il virus sarebbe tornato a farci preoccupare con l’attenzione rivolta ai numeri ancora una volta in crescita e, prima di noi lo sapeva il Governo.
Eppure proprio il Governo è rimasto inerme e niente è stato fatto in questi mesi per preparare il sistema sanitario a reggere una nuova ondata, per rafforzare le terapie intensive, per avere pronti medici che potessero integrare l’organico. Lo stesso vale per i trasporti pubblici che si sono dimostrati del tutto inadeguati ad accogliere gli studenti rientrati a scuola e i lavoratori che dopo mesi di smart working hanno ricominciato a frequentare gli uffici.

Poteva essere fatto di più, è evidente, eppure a pagare i conti di questa inefficienza sono ancora una volta le imprese.
Fra i più colpiti sono senza dubbio i pubblici esercizi che devono chiudere le proprie attività alle 18.00 perdendo così le principali ore di lavoro e, con queste, la possibilità di evitare una crisi a dir poco drammatica. Secondo i dati della Confederazione, dall’inizio del lockdown ad oggi sono stati già persi 24 miliardi di euro di fatturato. E con le attuali limitazioni potrebbero perdersi 470 milioni al mese, con il rischio chiusura per 50 mila imprese. Gli imprenditori di questo settore sono responsabili e lo hanno dimostrato in questi mesi, ma oggi non sono più in grado di reggere una situazione di questo genere. Per questo vanno trovate subito soluzioni e misure per gestire la situazione, con indennizzi proporzionati alle perdite subite, o a fallire sarà proprio quella categoria che rappresenta il fiore all’occhiello dell’economia italiana.
Questa dinamica genera conseguenze disastrose per le nostre imprese, per i territori e per i cittadini. Non ce lo possiamo permettere.
Le imprese non possono essere il capro espiatorio di scelte mancanti e inefficienti. Per noi è inaccettabile”.

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