Giornate FAI d’autunno, due fine settimana alla scoperta dei tesori della città

Gli orti del Conservatorio di San Niccolò, l’antico borgo e la Pieve di San Giovanni Decollato a Montemurlo, la pieve rurale di San Lorenzo a Montalbiolo (Carmignano), la splendida Villa Guicciardini a Usella (Cantagallo) e il Museo Officine Galileo a Campi Bisenzio. Sono i cinque tesori del territorio che apriranno le loro porte alla città in occasione delle Giornate FAI di Autunno. L’appuntamento è per due fine settimana: il 17, 18, 24 e 25 ottobre. Tutte le visite avverranno nel rispetto delle normative anticontagio e in sicurezza.

Orti Conservatorio San Niccolò. Le visite si terranno entrambi i fine settimana. A San Niccolò ci sono tre orti con tre nomi diversi a indicare una loro precisa e diversa identità. L’orto di fabbrica compreso tra il Noviziato e il Monastero, cinto non dalle mura cittadine, ma dai corpi di fabbrica in cui si articola San Niccolò. L’orto di Vigna che ancora si riconosce come orto vero e proprio con un’estensione di oltre un ettaro. Dentro questo perimetro le mura trecentesche della città sono rimaste integre, visibili in una prospettiva inaspettata. L’orto di Gosto è quello che più somiglia a un giardino e la dimensione più raccolta gli conferisce un carattere più intimo e domestico. Chiuso su tre lati da un alto muro, accoglie la Scala Santa, piccolo edificio costruito nella seconda metà del Seicento e arricchito da apparati ornamentali della prima metà del Settecento, a metà tra un’architettura sacra e una profana. Ai tre orti ricordati si aggiunge, un ulteriore spazio: quello del Chiostro trecentesco che pur rivestendo, all’interno del complesso monastico, una funzione anche simbolica differente, è stato utilizzato, almeno in certi periodi, come orto, perché immediatamente collegato alle grandi cucine.

Antico borgo e Pieve di San Giovanni Decollato a Montemurlo. Appuntamento il 17, 18, 24 e 25 ottobre. Fino al 1537 Montemurlo era un borgo incastellato con Pieve, sede comunale e case per circa 500 abitanti. Montemurlo viene nominato per la prima volta nel contratto di vendita di una casa il 13 dicembre 1019, nel 1066 si parla del Castello di Monte Murlo costruito dai conti Guidi e nel 1096 è documentata la Pieve dedicata dal 1269 a S. Giovanni Battista (nel 1096 la Pieve era intitolata a San Pietro). La Pieve conserva opere artistiche di grande pregio (Matteo Rosselli, Giovanni Stradano, Francesco Granacci) Nel 1821 il pievano Raffaello Scarpettini la dotò di un organo realizzato della ditta Agati di Pistoia con 24 registri e 1050 canne.

Pieve rurale di San Lorenzo a Montalbiolo. Visite solo sabato 17 e domenica 18. Sulle dolci pendici della collina di Montalbiolo, nel comune di Carmignano, a dominare la piana di Prato e Firenze, sorge la Pieve rurale di San Lorenzo. Documentata dal 1000, con campana datata 1111, la chiesa presenta una facciata semplice: tetto a capanna e paramento murario in filaretti regolari di pietra arenaria, un portale rettangolare con una finestra inserita nel Settecento. La zona era nel Medioevo enclave pratese in un territorio conteso fra Firenze e Pistoia, e formava, fin dal tempo della Repubblica Fiorentina, una delle 45 Ville del Contado di Prato, come documenta il fatto che fino alla prima metà del XIX secolo il Ceppo forniva le doti alle fanciulle bisognose di Montalbiolo, e che Villa La Torre, poco lontana dalla chiesa, era l’antico podio di Prato, cioè una struttura fortificata.

Villa Guicciardini. Appuntamento solo il 24 e 25 ottobre. La Villa Guicciardini a Usella (Via Nuova per Migliana, 1) nel comune di Cantagallo è una dimora, elegante e prestigiosa, appartenuta prima alla famiglia degli Alberti, poi alla famiglia fiorentina dei Bardi, imparentata con i Medici e, infine, agli inizi dell’Ottocento i beni della villa e i relativi annessi passarono ai Guicciardini. La villa è abbracciata da un meraviglioso parco secolare all’interno del quale si trova un giardino all’italiana, commissionato dal conte Guicciardini all’architetto Pietro Berti nel 1890, con aiuole a disegni geometrici, vasche d’acqua a uso vivaio e per alimentazione delle fontane del parco, limonaie per il ricovero invernale dei numerosi agrumi e un pergolato con tralci di vite e rose rampicanti. La visita include le stanze al piano terra della villa comprendenti le due sale nobiliari e la cappella.

Museo Officine Galileo (Campi Bisenzio). Apertura solo il 24 e 25 ottobre. Sono una grande eccellenza le Officine Leonardo ex Galileo e il suo Museo. Un’occasione per confrontarsi con le scoperte e la produzione di strumenti ottici e di grande precisione all’avanguardia fino dalla loro creazione. Il Museo delle Officine Galileo in Via Albert Einstein, 35, a Campi Bisenzio è stato fondato nel 2006, dall’allora Galileo Avionica, oggi Divisione Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale nello stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze) che, fondendo sotto lo stesso marchio varie aziende italiane del settore della Difesa e spazio, aveva rilevato l’eredità delle Officine Galileo di Firenze, una delle più antiche aziende italiane di alta tecnologia. Il Museo è dedicato alla storia degli strumenti ottici ad alta precisione ed è organizzato per settori tecnologici: la meccanica di precisione, la fotografia, la meccanica pesante, l’idraulica e la radaristica.

L’evento è proposto per piccoli gruppi. E’ consigliata la prenotazione sul sito www.giornatefai.it scegliendo il giorno e l’orario preferiti tra quelli disponibili e versando un contributo in favore del FAI. Le prenotazioni sono già aperte fino a esaurimento posti. Qualora fossero terminati i posti, sarà possibile presentarsi all’ingresso del luogo e chiedere di occupare posti che si siano eventualmente resi disponibili.

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