Mostro di Firenze, nuova udienza per Vigilanti. Il Gip ha espresso una riserva sulla richiesta di archiviazione

Giampiero Vigilanti. ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Nuova puntata dell’infinita vicenda giudiziaria legata ai delitti del Mostro di Firenze. Questa mattina nel Tribunale del capoluogo toscano si è tenuta l’udienza in camera di consiglio per decidere l’opposizione alla richiesta di archiviazione che il pm Luca Turco ha chiesto riguardo alle posizioni di Giampiero Vigilanti e Francesco Caccamo, ultimi due indagati di questa inchiesta che sembra non finire mai. O perlomeno potrebbe terminare se il Gip Angela Fantechi deciderà di accettare la richiesta della procura di Firenze e far cessare le indagini a carico del legionario pratese, oggi alla soglia dei 90 anni, e del medico del Mugello, che di anni ne ha 89. Questa mattina però il giudice per le indagini preliminari ha espresso una riserva e ha rinviato la decisione. Dunque la parola fine non è ancora scritta.

A presentare l’opposizione alla richiesta di archiviazione è stato l’avvocato Vieri Adriani, legale dei familiari di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, ultime due vittime della lunga scia di sangue iniziata nel 1968 a Signa e terminata nel 1985 a Scopeti. Adriani è determinato e non intende mollare la presa sulla pista che vorrebbe Giampiero Vigilanti come parte in causa nella vicenda. A luglio 2017 uscì la notizia della iscrizione nel registro degli indagati dell’ex soldato della Legione straniera che già nel 1985 era stato sfiorato dalla indagini, poco prima che Pietro Pacciani diventasse l’accusato principale dei sedici duplici delitti del Mostro.

Fu Paolo Canessa, pm dei processi a Pacciani e ai cosiddetti Compagni di merende, ad interessarsi in anni recenti alla controversa figura di Vigilanti, nato a Vicchio e residente a Prato nella zona del Cantiere. Negli anni 90, dopo un diverbio con un vicino, Vigilanti fu perquisito e nella sua abitazione vennero ritrovati oltre un centinaio di proiettili Winchester serie H, la stessa tipologia di quelli usati dall’assassino seriale per uccidere le coppie di fidanzati. Nel 2013 denunciò il furto di quattro pistole da casa e nel 2017 è stato formalmente indagato. Da alcuni mesi è ospite di una rsa nel Comune di Prato.
Quanto al dottor Caccamo, che ha esercitato la professione anche a Prato, la sua posizione non è mai stata ben chiarita ma agli inquirenti risulta ancora più fragile rispetto a quella di Vigilanti.

 

G.C.

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