Nuove restrizioni anticontagio, il disperato appello di Confesercenti: “Aiutateci a restare aperti”. E sulla movida l’associazione chiede più controlli fuori dai locali

Le nuove indiscrezioni che parlano di possibile decisione del governo di provvedere a una chiusura anticipata alle 22 dei locali e alla stretta sul commercio hanno sollevato l’immediata reazione di Confesercenti che chiede alle istituzioni di “aiutare il settore a restare aperto”. L’associazione di categoria rivendica il rispetto da parte dei commercianti di tutte le regole anticontagio, ribadendo che i negozi sono un luogo sicuro. “Contenere la diffusione del covid è una responsabilità comune – dicono – Bar, pub e ristoranti ce la stanno mettendo tutta per garantire la sicurezza di imprese e cittadini ma per non fermare l’Italia c’è bisogno dell’impegno di tutti. Raccomandiamo ai clienti di indossare correttamente la mascherina e di lavare spesso le mani, di mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone, di evitare di creare assembramenti, dentro e fuori i locali, di coprire bocca e naso con fazzoletti monouso quando si tossisce o starnutisce”.

A Governo e Regioni l’associazione chiede di introdurre rapidamente nuovi aiuti “certi e adeguati”. Poi di istituire protocolli di sicurezza chiari e condivisibili, di ridurre la burocrazia per accedere agli ammortizzatori sociali e di lavorare per un accesso al credito più semplice, efficace e sicuro. Confesercenti si dice contraria anche alle ulteriori restrizioni sull’orario d’apertura di bar e ristoranti, spostando l’attenzione su quanto accade fuori dai locali, nelle strade della movida, chiedendo controlli più capillari da parte delle forze dell’ordine. “Quando seduti ai tavolini sono già distanziati – proseguono dall’associazione – Il problema è quanto accade fuori. Ma non può essere responsabilità nostra quella di controllare il rispetto delle regole per strada”.

Uno dei settori più colpiti dalla pandemia è stato quello dell’abbigliamento. Secondo Confesercenti il clima di paura creato con la pubblicazione di continue indiscrezioni e bozze dei dpcm sta scoraggiando la clientela a recarsi nei negozi. “Ogni volta che esce una nuova ipotesi di chiusura dei negozi – concludono da Confesercenti – la clientela viene sempre più scoraggiata a uscire di casa e andare a fare acquisti. In questo modo però si mettono in ginocchio le attività”.

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