Puggelli scrive alla Regione, “Mettere a disposizione un medico nelle scuole e creare drive through dedicati per gli studenti”

Realizzare una corsia preferenziale per la diagnosi e la gestione dei casi sospetti in ambito scolastico anche attraverso la messa a disposizione di test rapidi. Mettere a disposizione un medico nelle scuole, con la possibilità di creare dei piccoli “presidi” sanitari in particolare nei poli scolastici di maggiori dimensioni. È quanto chiede il Presidente della Provincia di Prato delegato per la scuola di Upi Toscana Francesco Puggelli in una lettera indirizzata al neo assessore regionale Simone Bazzini.

“È sotto gli occhi di tutti la necessità di creare misure speciali dedicate alla scuola da mettere in campo subito prima che sia troppo tardi e non ci resti altra soluzione che la chiusura – scrive Puggelli – Pur comprendendo la crescita esponenziale della domanda  di tamponi che sta mettendo sotto pressione il sistema sanitario, ritengo che la tempistica di esecuzione ma soprattutto di definizione della diagnosi  sia ancora più urgente quando il soggetto interessato frequenta l’ambito scolastico. In una comunità scolastica, infatti, l’assenza e l’indefinizione dello stato di salute del singolo ragazzo si ripercuotono in modo drammatico anche sui compagni di classe, sulle loro famiglie oltre che sul personale della scuola intera. Per  questo motivo riteniamo che i test diagnostici per gli studenti debbano avere priorità rispetto a quelli della popolazione generale“.

Puggelli propone quindi di introdurre test con tamponi rapidi antigenici che forniscono la risposta in poche decine di minuti direttamente sul luogo di esecuzione, con l’ulteriore vantaggio di non sovraccaricare i laboratori diagnostici delle Aziende Sanitarie. “Suggerisco inoltre la  possibilità di utilizzare anche test rapidi salivari che, addirittura, potrebbero essere eseguiti direttamente presso gli istituti – prosegue Puggelli nella lettera – Gli istituti devono inoltre essere quanto prima dotati di personale sanitario dedicato: il percorso avviato dalla Regione per l’individuazione dei “medici scolastici” è assolutamente virtuoso. Ora è necessario che sia portato a conclusione quanto prima. L’arrivo  di questo personale potrebbe risolvere l’altro problema che sta mettendo in crisi l’intero sistema: la tardività  nella definizione delle indagini epidemiologiche e delle successive azioni di contenimento oltre che la loro comunicazione ai contatti e alle famiglie”.

Come spiegato da Puggelli, “La nostra proposta è quella di mettere a disposizione un medico presso le scuole, con la possibilità di creare dei piccoli “presidi” sanitari in particolare nei poli scolastici di maggiori dimensioni, e suddividere il resto del territorio  in aree affidate ad una specifica figura di riferimento. Questo servizio, sotto il coordinamento dei Dipartimenti di Prevenzione e in stretto raccordo con gli Enti Locali e gli Uffici Scolastici di Ambito, potrebbe prendere in carico più rapidamente gli eventuali  casi, effettuare test rapidi ai ragazzi che presentano sintomi direttamente sul posto o attraverso drive through dedicati e definire in tempi celeri la diagnosi ma soprattutto comunicare le eventuali misure di contenimento da adottare nella comunità scolastica di riferimento”.

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