“Il lavoro non è solo una dimensione economica: è dignità, identità, sicurezza. È ciò che tiene insieme una comunità. Per questo, per me, il tema dello sviluppo economico non è solo un punto del programma, ma il cuore stesso di ogni scelta”. E’ il pensiero di Gianluca Banchelli in termini di lavoro, con il candidato a sindaco di Prato del centrodestra che in occasione del 1 maggio elenca le proprie proposte sul “tema lavoro”. “Mi rivolgo sotto questo aspetto alle associazioni di categoria, alle lavoratrici ed ai lavoratori, a chi ha un lavoro e a chi lo sta cercando, oltre che ai giovani – afferma Banchelli – e penso che per incentivare l’occupazione e lo sviluppo, servano una serie di interventi mirato. Iniziando dallo snellire la burocrazia, perché il tempo è una risorsa e non possiamo più permetterci di sprecarlo. E’ poi fondamentale rendere più semplici e veloci le procedure burocratico propedeutiche all’avviamento di un’attività. Oltre che alleggerire il carico fiscale, perché chi produce valore deve essere messo nelle condizioni di continuare a farlo. Sostenere le imprese, ma anche proteggere chi il lavoro lo perde, senza lasciare indietro nessuno. Ed è infine importante favorire l’innovazione, perché il futuro non si aspetta: si costruisce. E si costruisce investendo in competenze, tecnologia e nuove visioni. Per Prato, insomma serve in ultima analisi un vero progetto di marketing e sviluppo territoriale, che racconti non solo ciò che la città è stata, ma soprattutto ciò che può diventare” aggiunge il candidato sindaco del centrodestra.
Banchelli ha infine rivolto un appello ad imprenditori e lavoratori. “Considero aziende ed associazioni di categoria interlocutori fondamentali per quelle che saranno le mie scelte – ha concluso – per quel che riguarda i lavoratori, penso che sicurezza sul lavoro e qualità debbano essere due priorità da perseguire. Ma voglio lavorare insieme ai vari soggetti pubblici e privati per una città capace di creare nuove opportunità per i giovani in cerca di impiego e per chi cerca lavora. Prato ha bisogno di una guida nuova, per innovare davvero. Una guida capace di dare un segnale forte all’esterno, di una città che vuole ripartire”





