Scuole cattoliche, presentati i dati e domani la festa d’inizio anno (GUARDA IL VIDEO)

«La loro gestione è privata ma il servizio è pubblico». Il Vescovo Gastone Simoni, presenta così il ritorno sui libri dei 3200 alunni delle scuole cattoliche pratesi, ribadendo come questi istituti diano «un contributo decisivo all’offerta scolastica sul territorio».

Questa mattina in palazzo vescovile il coordinamento delle scuole cattoliche di Prato ha illustrato i numeri corrispondenti alle 23 realtà presenti sul territorio (anche fuori diocesi, perché del coordinamento fanno parte, oltre alle 16 scuole di Prato, le 2 di Vaiano, le 2 di Vernio, anche quelle di Carmignano, Montemurlo e Sesto Fiorentino) e soprattutto sottolineato come siano ancora troppi i luoghi comuni da sfatare riguardo la loro esistenza e azione.

«Le scuole cattoliche sono paritarie – spiega il coordinatore Roberto Macrì – e non si pongono in contrapposizione ma a complemento delle scuole statali». «E non sono nemmeno confessionali» aggiunge l’altro coordinatore delle scuole cattoliche don Massimo Malinconi. Il sacerdote precisa che «certamente la nostra proposta formativa è chiara e con una certa identità ma assolutamente rispettosa della persona e delle scelte delle famiglie». Cattoliche nel senso puro del termine e dunque universali, «pronte ad accettare, come già facciamo, anche bambini di altre confessioni», conclude Macrì.

Venendo ai numeri vediamo come l’offerta delle scuole cattoliche pratesi sia completa, dal nido (con 157 bambini) alla secondaria di secondo grado (89 ragazzi e ragazze). La parte del leone la fanno, perché presenti in numero maggiore, le sezioni dell’infanzia (con 1634 alunni), della primaria (1143); infine 180 sono i ragazzi e le ragazze della secondaria di primo grado (le ex-medie).

Come nelle altre scuole statali cittadine non manca la presenza di alunni stranieri, di varie etnie: cinesi, albanesi, rumeni e africani, per un totale di 225, corrispondente al 7% del totale. «Numeri questi – commenta Macrì – importanti perché in notevole aumento, addirittura con un incremento del 129% negli ultimi 12 anni». Particolare attenzione viene data ai ragazzi portatori di handicap e con disagio comportamentale. Gli alunni certificati, con problemi mentali o fisici e dunque bisognosi di sostegno, sono 51 (1,6%). Ma se ad essi aggiungiamo quelli con disagio comportamentale arriviamo a 92.         «Un numero importante – dicono ancora dal coordinamento – che comporta la previsione di interventi formativi mirati e specifici e per questo di inevitabili costi. Cerchiamo di far fronte a questi bisogni con i pochi ma utili contributi che riceviamo ma soprattutto con le nostre forze».

I docenti delle scuole cattoliche sono 263 e il loro monte salari è di quasi 10 milioni di euro. «Con le sovvenzioni statali copriamo solo un quarto del loro costo, il resto proviene dalle rette», concludono i coordinatori, che però aggiungono: «Questo non vuol dire che le nostre sono scuole d’elite, un altro mito da sfatare, perché di media, una mensilità alla primaria è di 160 euro, e all’Infanzia di 125».

La festa d’inizio anno scolastico e la mostra al Cassero

 

Per festeggiare l’inizio del nuovo anno scolastico gli alunni, i genitori e gli insegnanti si danno appuntamento domani, sabato 25 settembre. Alle 10, nella chiesa di San Francesco, la messa presieduta dal Vescovo Gastone Simoni e alle 11,30 al Cassero medievale in viale Piave, l’inaugurazione della mostra «A scuola con noi».

«La mostra rappresenta una sintesi dei percorsi educativi – spiega Roberto Macrì, coordinatore delle scuole cattoliche della Diocesi – ovvero dei progetti e dei laboratori realizzati nelle scuole nell’ultimo anno scolastico». Sono foto, lavori fatti dai ragazzi, disegni, cartelloni e striscioni realizzati dai ragazzi. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dell’allestimento dalle 16 alle 19.

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