Baby gang capeggiata da un 40enne
Cinque cinesi in carcere
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Hanno rapinato un cinese, sparando con una scacciacani e ferendolo alla testa con il calcio della pistola. E’ successo ieri sera poco prima di mezzanotte, quando sono state allertate, via 113, le volanti della polizia. I presunti responsabili, arrestati e tradotti al carcere della Dogaia con l’accusa di rapina aggravata, sono connazionali della vittima. I fatti, illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa in questura, sono in breve ricostruiti.
La segnalazione, per colpi d’arma da fuoco, è giunta da un agricoltore della zona di Castelnuovo. L’uomo ha chiamato la polizia che, una volta intervenuta, ha intercettato una Chrysler, di proprietà della madre di un cinese di 41 anni che era a bordo della vettura stessa, in compagnia di giovani connazionali d’età compresa tra i 19 e i 26 anni. In pratica, una baby gang in compagnia di un adulto.
Su un tappetino dell’auto, gli agenti hanno notato un passamontagna e hanno deciso di controllare l’intera vettura e le persone a bordo.
Nel veicolo sono stati trovati una pistola scacciacani munita di caricatore e due colpi, 4 maceti, un piede di porco e uno zaino all’interno del quale erano conservati cinque cappucci, un sacchetto
di fascette per cablaggio (utilizzati di “norma” dai rapinatori per bloccare polsi e caviglie delle vittime), guanti in lana.
Pressoché in contemporanea, la polizia ha accertato che un cinese di 48anni era stato, poco prima, rapinato da una banda di 5 o 6 connazionali, in via Castelnuovo. Colpito con il calcio della pistola alla testa (guaribile in 6 giorni) l’uomo, regolare, ha raccontato che i rapinatori si erano impadroniti del solo telefono cellulare, perché privo di denaro. La vittima ha anche spiegato, pur in un italiano stentato, che i rapinatori lo avevano aggredito armati di grossi coltelli e di una pistola.
Una volta identificati, i cinque occupanti della Chrysler sono stati arrestati.

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