Gravi violazioni in una ditta
di proprietà cinese

Da un controllo effettuato ieri mattina da Polizia municipale, nucleo volanti e personale amministrativo della Questura, Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato, Polizia provinciale, Arpat, Ausl 4, Inps, Ispettorato del Lavoro e Inail, sono emerse gravi irregolarità in una ditta cinese che svolge attività di stampa, tintoria e rifinizione nel viale Montegrappa. Nella ditta, che è di considerevoli dimensioni avendo un’area di produzione superiore ai 700 metri quadrati, sono state rilevate numerose violazioni ambientali in materia di rifiuti, emissioni in atmosfera e scarichi in pubblica fognatura. Riguardo ai rifiuti è stato accertato che nella corte interna avveniva lo stoccaggio non autorizzato di rifiuti speciali che sono stati posti sotto sequestro. Altre violazioni penali, per le quali sono stati adottati provvedimenti di sequestro preventivo, sono state riscontrate su un grosso macchinario da stampa privo di autorizzazione per le emissioni in atmosfera e su un pozzetto di scarico che è stato murato per l’assenza della obbligatoria autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura. In sostanza sono state di fatto bloccate tutte le attività produttive dell’azienda in attesa della necessaria regolarizzazione.

“Dopo le lamentele dei titolari di rifinizioni tessili di cui ultimamente ha scritto la stampa cittadina e dopo l’allarme lanciato dal vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese, Vincenzo Cangioli – ha commentato l’assessore alla Sicurezza Aldo Milone – con il sequestro di questa tintoria la risposta del gruppo Interforze non si è fatta attendere”.

“Sono più di dieci le tintorie-stamperie controllate e sequestrate in questi ultimi mesi di attività del gruppo – ha aggiunto Milone – ma, in una fase della lavorazione tessile come questa, dove si registrano forti investimenti da parte della comunità cinese, gli interventi dell’Inteforze non sono sufficienti e a questi dovrebbe essere affiancata un’attività di intelligence degli organi competenti, gli unici a poter indagare da dove provengono i soldi utilizzati per l’acquisto di macchinari che sicuramente non costano poche migliaia di euro”.

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