Le «Sculture di luce» di Savelli sotto le volte della cattedrale

Un dialogo tra materia e luce. È quello che caratterizza le opere di Enrico Savelli, noto scultore contemporaneo al quale sono dedicate due mostre a Prato: la prima nelle storiche e affascinanti «Volte della cattedrale», la seconda presso lo spazio culturale Grafio.

In occasione dell’apertura della cappella «dei Cirenei» posta al centro della nuova sede della Misericordia di Prato, inaugurata lo scorso 2 ottobre, la città vuol rendere omaggio e far conoscere uno tra i maggiori scultori di marmo esistenti. «Uno dei pochi artisti viventi che lavora ancora in modo michelangiolesco, riuscendo a trarre dalla materia immagini suggestive e profonde» ha commentato la storica dell’arte Paola Ballerini, responsabile del Grafio.

La mostra nelle «Volte della cattedrale» s’intitola «Sculture di Luce». Un percorso artistico suddiviso in cinque sculture marmoree nelle quali prevale in modo ambivalente la leggerezza dell’anima e la forza della roccia. Di forte impatto il volto di Cristo sofferente, retro illuminato per rendere chiaro il messaggio evangelico «di come il dolore possa diventare strumento di salvezza», ha spiegato il maestro Savelli. L’allestimento è visitabile, fino al 12 novembre, tutti giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 (escluso il martedì e la domenica solo al mattino). L’ingresso, gratuito, è dal campanile del duomo di Prato. Sempre nella cattedrale di Santo Stefano trova posto una bellissima «Pietà» dello scultore pistoiese.

In via Santa Chiara, 38, presso la spazio Grafio, sono in esposizione quattro grandi disegni di Savelli, realizzati in grafite. «Anch’essa – aggiunge Ballerini riferendosi alla tecnica di realizzazione dei disegni – è materia, carbone annerito dal tempo dal quale affiora una splendida vivacità luminosa». Oltre a queste opere di particolare suggestione è presenta una scultura in legno e carta che rappresenta una barca incaricata di trasportare la materia nel futuro. «Materia lavorata dall’uomo – conclude Savelli – con il compito di trasformarla e farne buon uso». Qui la mostra sarà aperta fino al 30 ottobre, da martedì a sabato, dalle 17 alle 19. L’ingresso è libero.

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