Rigore e razionalizzazione
nella spesa della Regione

Addio alle Apt, contributi per le fondazioni (Metastasio compreso) in base alla programmazione. E’ questa una delle scelte di fondo della manovra economica varata dalla Regione Toscana e che riguarda, naturalmente, anche Prato.
Cancellate le quattordici Apt, le funzioni di accoglienza e promozione turistica locale rimarranno alle Province: assieme a 4 milioni dei 14 finora distribuiti. Cancellata anche l’Arsia, con tutto il personale (poco meno di 100 persone), assegnate provvisoriamente al settore agricoltura della Regione, in attesa della costituzione di una nuova agenzia agro-forestale che si occuperà di innovazione e subentrerà anche alle aziende agricole di Cesa, Alberese e San Rossore per gestire l’intero patrimonio agricolo regionale. E poi via libera, per legge, all’Ato unico per l’acqua al posto dei sei attuali, e ai tre per i rifiuti, con le funzioni (e le gare da bandire) riassunte provvisoria mente dalla Regione ed affidate a quattro commissari in attesa della riorganizzazione degli Ato e dell’intero sistema dei servizi pubblici locali. Con un risparmio, nel 2011, sulle spese dei direttori.
Sono appunto queste alcune delle misure più importanti, in parte annunciate, scritte nella finanziaria della Regione che accompagnerà la proposta di bilancio per l’anno prossimo. Misure da un lato tese a contenere la spesa corrente della macchina: della Regione e dell’universo che le ruota attorno. Altre misure che porteranno ad una maggiore efficienza nel campo dei servizi pubblici. Misure, infine, pensate per razionalizzare l’organizzazione della Regione e delle sue funzioni.

La riforma dei servizi pubblici
I consigli di amministrazione di nove Ato, sei per l’acqua e tre per i rifiuti, costavano al sistema Toscana 1,5 milioni l’anno. Soldi che saranno ora risparmiati, assieme a quelli dei nove direttori, che saranno sostituiti da quattro commissari.
L’avere solo quattro Ato dovrebbe in futuro aiutare anche l’aggregazione delle aziende che al momento gestiscono i servizi. Per l’acqua gli attuali gestori sono dieci e tutti gli incarichi, salvo l’Ato 1 di Lucca, scadranno attorno al 2020. Per i rifiuti le aziende che operano sono 37: 27 sono pubbliche (e di queste tre non sono toscane), tre operano in economia, le altre sono private.

Una gara regionale per il trasporto pubblico
Salvato il trasporto locale grazie al recupero di 130 milioni dai Fondi Fas, la Regione ha deciso di guardare in prospettiva e provare a razionalizzare il sistema ed ottimizzare la spesa spingendo le attuali aziende, 14 per dieci ambiti proviniciali, ad associarsi, almeno temporaneamente, per poi domani costituire magari una Spa sola. Dal 2012 ci sarà in ogni caso un unico gestore regionale di tutto il trasporto locale. E la gara unica regionale riguarderà, in modo integrato, sia il ferro che la gomma.

Cancellati i consigli di amministrazione, gettoni da 30 euro per tutti
Gli enti pubblici dipendenti della Regione che hanno un consiglio di amministrazione sono Ars, l’agenzia per la ricerca in sanità (8 membri oltre al presidente), l’Irpet, l’istituto di programmazione economica (13 con il comitato scientifico), e l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (8 membri), che sostituisce le precedenti tre aziende, una per ogni università toscana.
La finanziaria regionale cancella i consigli di amministrazione di Ars e Irpet. Il presidente Rossi aveva annunciato il provvedimento in estate, parte di un più vasto piano di dimagrimento e di riduzione dei costi della politica. I due consigli di amministrazione saranno sostituiti da un comitato di indirizzo e un comitato scientifico i cui membri percepiranno un gettone di presenza da 30 euro per ogni seduta. Oggi il consiglio di amministrazione dell’Ars costa 126 mila euro l’anno, altri 48.800 l’Irpet. Ipotizzando dodici riunioni l’anno ed un gettone appunto da 30 euro, dei 175.570 euro spesi oggi ne verrebbero risparmiati 167.650.

Con il blocco del turn over 5 milioni in meno per il personale
Dal prossimo anno ogni dieci dipendenti che cesseranno il servizio, solo due potranno essere riassunti. Vale per le Regioni e per tutta la pubblica amministrazione. La stima è che in Regione Toscana siano un centinaio i dipendenti del comparto che potrebbero cessare il servizio: almeno quindici i dirigenti. Se 115 usciranno e solo 23 saranno riassunti, il risparmio per le casse della Regione sarà di 5 milioni.

Affitti e acquisti centralizzati, oltre 3 milioni di risparmi
La giunta risparmierà anche su altri fronti. Ed invita gli enti dipendenti a fare altrettanto. L’obiettivo è ridurre dell’80 per cento le spese di rappresentanza: per le relazioni pubbliche, i convegni, le mostre e la pubblicità. Saranno dimezzate le spese per la formazione professionale e ridotta del 5 per cento quella per il personale.
Un’altra grossa fetta di risparmi arriveranno da affitti e acquisti centralizzati. La giunta propone infatti che entro il 31 dicembre 2011 tutti gli enti e le agenzie regionali sopprimano le strutture che provvedono agli acquisti e si avvalgano della centrale di acquisto regionale. Così potrebbero essere recuperati 3 milioni, su 11 di spesa prevista. La giunta inviterà inoltre gli enti ed organismi dipendenti a ridurre l’uso di locali in affitto, laddove soprattutto siano disponibili edifici del patrimonio regionale: altro possibile risparmio da 1,5 mil ioni.

Fondazioni, contributi sulle attività svolte
I gettoni di presenza da 30 euro saranno applicati anche agli organi di amministrazione e consultivi delle fondazioni regionali, con un risparmio di circa 800 mila euro. Sempre per le fondazioni in cui siede la Regione, dal 2011 saranno ridotte del 15 per cento le spese di funzionamento, con l’unica eccezione della Scuola di Musica di Fiesole, la scuola interregionale di polizia locale e la fondazione Monasterio. Tutte le altre – l’Orchestra regionale e Toscana Spettacolo, il Maggio musicale fiorentino, il Teatro Metastasio di Prato, la Fondazione Sistema Toscana, la Scuola interregionale di polizia locale – riceveranno contributi in base al programma delle attività e iniziative svolte. Per i finanziamenti ordinari la Regione finora spendeva 5,28 milioni.

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