Scintille fra Milone e Carlesi
Opposizione lascia riunione
del consiglio comunale

Una discussione degenerata fra battute e provocazioni, toni alti e scintille, fino all’abbandono da parte del centrosinistra dell’aula del consiglio comunale e alla sospensione dell’assemblea cittadina.
Tutto si è consumato ieri pomeriggio, quando il sindaco Roberto Cenni ha risposto, pur con quattro mesi di ritardo, a un’interpellanza di Pd e Idv su alcune affermazioni dell’assessore Aldo Milone su Facebook. Sul noto social forum, sul cui enso e sul cui impiego varrà la pena riflettere, l’assessore alla sicurezza aveva scritto, il 18 maggio e in occasione della morte di due militari italiani in Asghanistan che “ci sono ancora persone che criticano l’impiego dei soldati in città, dovrebbero vergognarsi di fare ancora simili affermazioni. Il loro comportamento lo definirei simile, quantomeno sotto il profilo morale, a chi materialmente li ha uccisi”. Pd e Idv hanno fatto presente al sindaco che, “tra le persone alle quali l’Assessore Milone si riferisce, ci sono i partiti d’opposizione in Consiglio Comunale che appunto ritengono inappropriato l’impiego dei militari nel mantenimento dell’ordine pubblico” e che “l’opposizione continua a ritenere inadeguato il ricorso ai militari nelle operazioni di controllo del territorio e di prevenzione della criminalità, ma esprime cordoglio e solidarietà per i soldati uccisi in Afghanistan: questo tragico episodio, non ha niente a che vedere con le misure opportune alla salvaguardia dell’ordine pubblico”. Definite gravi le affermazioni di Aldo Milone, l’interpellanza intendeva chiedere al sindaco di “stigmatizzare il comportamento dell’Assessore Milone, che proprio come persona da Egli stesso nominata a far parte della squadra del suo governo, ha strumentalizzato la morte di due servitori dello stato per scagliarsi contro chi non condivide le sue scelte inerenti il governo cittadino”.
Fin qui, le dichiarazioni dell’assessore su Facebook e la reazione dell’opposizione. Pur in ritardo, tanto più che di mezzo si è posta l’estate, è giunta la risposta del sindaco che ha “preso atto”, favorevolmente, che l’opposizione sta dalla parte dei militari impegnati nelle missioni all’estero.
La risposta è stata ritenuta insufficiente dal capogruppo del Pd, Massimo Carlesi, che ha ribadito che la domanda verteva sulla condivisione o no del giudizio espresso dall’assesore su Facebook. E’ intervenuto anche il consigliere Pd Simone Mangani e, durante la sua esposizione, ha prima gesticolato e poi preso la parola anche Aldo Milone. La situazione è degenerata presto in lite, con il sindaco che ha provato a placare gli animi (ma ci avrebbe dovuto pensare chi presiede l’assemblea) e ha comunque detto che le parole dell’assessore erano state strumentalizzate. Dura la reazione, nel botta e risposta, capogruppo del Pd che, contrariamente al solito, ha risposto in modo assai caldo e con l’assessore che, in pratica, ha consigliato a Pd e Idv di ripassare l’italiano, vista la chiarezza delle sue parole. Dallo scambio di battute e veleni (solo verbali e senza offese, per quanto pesanti), che soltanto il presidente dell’assemblea Maurizio Bettazzi avrebbe potuto interrompere, si è presto passati alla decisione dell’opposizione di lasciare la seduta che è poi stata aggiornata.
Nessuno, in tutta franchezza, ha fatto bella figura. Di certo, come dicevamo l’impiego di Facebook, come d’ogni altro strumento, da parte di chi riveste un ruolo pubblico dovrebbe essere (certo in autonomia e in piena libertà) rivisto.
Dello stesso parere, grosso modo, è il sindaco Roberto Cenni che in una nota, diramata poco dopo la chiusura imprevista della riunione, ha spiegato tra l’altro che “Facebook è una piattaforma informatica sulla quale si interviene privatamente e le affermazioni dell’assessore Milone non sono riconducibili a partiti politici. Tuttavia si stigmatizza le frasi dell’assessore e non quelle di tante persone che hanno usato parole dileggianti e vergognose sulla morte dei due militari”. Può essere vero. Peccato che, non più tardi di 48 ore fa, il sindaco stesso si sia servito dello stesso strumento per criticare un intervento sulla stampa locale del vicario episcopale per i migranti, monsignor Santino Brunetti.
Ferme restando le doti di provocatore (viste in chiave politico-polemica) dell’assessore Aldo Milone, visto il rigore con il quale il capogruppo del Pd Massimo Carlesi interviene nelle riunioni del consiglio comunale e vista la volontà del sindaco Roberto Cenni di cercare quando possibile una mediazione, consigliamo a tutti una seria riflessione sull’impiego di Facebook. Non potrà che giovare pensare che il confronto in aula, in un comizio o in una piazza siano migliori rispetto a uno strumento che, per quanto validissimo sotto certi aspetti, finisce per trasformarsi in un palcoscenico dove accontentare con battute, frasi a effetto, polemiche i propri elettori. Basta guardare i commenti. Se vengono da sinistra o se vengono da destra, poco cambia. Nel migliore dei casi ognuno si arrocca sulle sue posizioni e nel peggiore si arriva alle offese. E in una fase come questa per la vita della città, di tutto c’è bisogno tranne che delle incomprensioni tra le persone.

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