Comunità Montana contro la Provincia
sul taglio dei boschi

Ci sono le risorse, ma la Comunità Montana non viene messa in grado di lavorare. Il presidente dell’ente della Val di Bisenzio Marco Ciani ha incontrato questa mattina i rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl per discutere di una questione particolarmente complessa innescata dall’assessorato all’Ambiente della Provincia di Prato che impedisce alla Comunità Montana di poter svolgere appieno il proprio ruolo nella bonifica del territorio e di impiegare il personale di cui dispone.
“Vietato fare il taglio e l’abbruciamento dei materiali di risulta”, ovvero l’ente provinciale attenendosi al Testo unico sull’ambiente non autorizza la Comunità Montana a bruciare i residui vegetali derivati dalle ripuliture dei boschi. Questo materiale viene dalla Provincia definito come “speciale”, quindi soggetto ad un particolare percorso per il proprio smaltimento. Chi sgarra, chiedendo la realizzazione di questi lavori potrebbe incorrere anche in una denuncia penale.
L’ente provinciale è l’unico nell’intera regione che fa valere questo regolamento, la stessa Regione Toscana si attiene invece alla legge regionale 39 del 2000 che permette che i residui vegetali vengano bruciati sul posto.
Lo stop posto dalla Provincia crea un ulteriore disagio per la Comunità Montana. L’ente valbisentino ha già oltre 100mila euro di risorse disponibili (finanziamento regionale) da destinare per queste attività alle aziende agricole e ai 14 operai forestali. Soldi che però sono fermi e che la Comunità Montana non può utilizzare per le attività di bonifica e non può erogare agli operatori. “Senza il via libera provinciale all’intervento non possiamo dare lavoro – ha detto il presidente Ciani – Sono preoccupato perché i nostri operai forestali saranno costretti a restare a casa o, chi ha le ferie, a prenderle in questa parte dell’anno”.
Il presidente Ciani e i segretari Emilio Sbarzagli della Fai Cisl e Gianluca Giussani della Flai Cgil fanno appello all’ente provinciale affinché riveda la sua posizione, allineandola a quella regionale e facendo in modo che la procedura venga sbloccata al più presto, consentendo alla Comunità Montana di portare avanti i propri interventi per la salvaguardia del territorio.

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