Un’equipe pratese dietro il posizionamento
del David di Michelangelo sul Duomo di Firenze

statua david michelangelo sul duomo firenze

statua david michelangelo sul duomo firenzeÈ un evento che ha tenuto Firenze con gli occhi puntati rivolti in alto, quello che ha dato il via a Florens 2010, la settimana internazionale dei beni culturali e ambientali che vede Firenze, in questi giorni, diventare crocevia mondiale della riflessione e sulla tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, paesaggistico e naturale. Ma ad avere l’idea di posizionare una copia del David di Michelangelo sullo sprone del Duomo di Firenze è stata una pratese, Enrica Maria Paoletti, responsabile di Culter, l’associazione che ha organizzato e seguito l’intero evento. Mesi di lavoro per una performance spettacolare, che ha ricollocato la statua, divenuta emblema della libertà repubblicana, nella posizione per cui inizialmente era stata commissionata all’artista nel 1501. Lo stesso Monsignor Timothy Verdon, direttore dell’ufficio dell’arte sacra e dei beni culturali ecclesiastici dell’arcidiocesi di Firenze, è intervenuto sulle pagine del settimanale Toscana oggi per commentare l’evento e per riportare l’attenzione sul senso sacro e religioso del colosso michelangiolesco.
Un grande orgoglio, riconosciuto dallo stesso arcivescovo di Firenze, Monsignor Giuseppe Betori, che ieri pomeriggio, in un momento di presentazione della performance alle autorità, ha parlato del David sullo sprone come di «un simbolo della tradizione che è stato ripreso e rifatto proprio da questa collocazione, che ne attualizza e reinterpreta i significati».
A permettere la realizzazione tecnica è stato un altro pratese, Marco Meozzi, direttore dei lavori e interlocutore della Soprintendenza, che ha collaborato contribuendo a creare un evento unico e prezioso dal punto di vista storico e storico artistico.

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