E’ morto Bearzot. Guidò il Prato nel ’68-’69

Resterà per sempre nella memoria degli italiani per aver guidato la Nazionale di calcio che trionfò nel Mondiale di Spagna ’82, ma prima di salire sul tetto del mondo ed arrivare a giocare partite a scopone sull’aereo insieme al Presidente della Repubblica Pertini, Enzo Bearzot era stato anche l’allenatore del Prato. Stagione ’68-’69, il Prato vivacchia in serie C. A gennaio al posto di Dino Ballacci arriva un 42enne friulano semi sconosciuto, che resterà al timone della squadra biancazzurra fino al termine della stagione, senza grandi risultati. Dopo l’esperienza pratese Bearzot entrerà nei quadri federali, diventando commissario tecnico della Nazionale nel ’75, per poi coronare il suo sogno e quello di un’intera nazione la sera dell’11 luglio 1982. Bearzot, scomparso oggi all’età di 83 anni, era nato ad Aiello del Friuli. Giocatore di sostanza, è stato una bandiera del Torino. In granata dopo 164 presenze, aveva infatti iniziato anche la sua carriera da allenatore, guidando le giovanili del Toro dal ’64 al ’67. Il Prato è stata la prima e anche unica esperienza sulla panchina di una prima squadra di club per Bearzot. I tifosi storici e con anni di militanza al Lungobisenzio alle spalle ricordano che al suo arrivo Bearzot fu presentato come una persona ed un tecnico autoritario, ma nessuno avrebbe mai scommesso che quell’allenatore semi sconosciuto un giorno avrebbe vinto i Mondiali alla guida della Nazionale italiana, che ha guidato per 97 volte: un record ancora imbattuto. La sera dei festeggiamenti per il centenario del Prato Bearzot era stato invitato dalla società, ma aveva declinato per problemi di salute, inviando comunque una lettera di ringraziamento in cui ricordava con gioia la sua esperienza biancazzurra. Nel giorno della sua scomparsa il Prato non ha dimenticato di ricordare Bearzot, definito una figura che rimarrà per sempre indelebile nella storia biancazzura.

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