Omicidio del Pronto soccorso
Giovane rom condannata a 14 anni

Quattordici anni di carcere. È la condanna di primo grado, con rito abbreviato, inflitta ad Aida Halilovic, la 23enne di origine Rom, che nella notte fra il 15 e il 16 settembre 2009 uccise con una coltellata al cuore, all’uscita del pronto soccorso, il pensionato 72enne Mariso Mordini.
La sentenza del giudice Anna Liguori è arrivata questa mattina dopo un’ora e mezzo di camera di consiglio. Il pubblico ministero Eligio Paolini aveva chiesto il massimo della pena: 30 anni di reclusione. L’avvocato Giacomo Terranova, legale di Aida Halilovic, aveva sostenuto l’incapacità di intendere e di volere della ragazza.
E proprio sulle perizie psichiatriche si è incentrato il processo: il giudice, seguendo la perizia del dottor Andrea Tanini, ha rigettato l’infermità mentale di Aida Halilovic, ma le ha concesso le attenunati generiche, che hanno pareggiato l’aggravante dei futili motivi. La famiglia Mordini non se l’è sentita di commentare la sentenza. L’avvocato Terranova, legale della ragazza rom, presenterà ricorso in appello. Secondo la perizia di parte della difesa, Aida Halilovic (che la notte del delitto non rispettò  l’obbligo di dimora a cui era sottoposta) avrebbe agito in preda ad una sindrome post-traumatica da stupro, aggravata dall’abuso di psicofarmaci. Dopo l’omicidio, la ragazza aveva detto di aver subito una violenza di gruppo, che sarebbe avvenuta alcuni giorni prima del delitto del pronto soccorso.

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