Sequestrato il Centro di Scienze Naturali di Galceti

Sequestrato dalla magistratura il centro di scienze naturali di Galceti. La misura rientra nell’ambito di un’indagine che la Procura della Repubblica di Prato sta portando avanti dalla scorsa estate, quando fu effettuata una prima perquisizione nel Centro e il direttore Gilberto Tozzi venne ufficialmente indagato. Le accuse sono svariate: fra le altre esercizio abusivo della professione veterinaria, maltrattamento sugli animali, caccia in luoghi e periodi non consentiti, detenzione e deposito illecita di armi e munizioni, deposito incontrollato di rifiuti speciali. L’inchiesta nasce dalle segnalazioni di alcuni volontari che, dopo aver collaborato col centro, ne avrebbero segnalato abusi ed irregolarità, facendo emergere una seri di ipotesi di reato. Le indagini avrebbero evidenziato anche un generale degrado della struttura, segni di violenza sugli uccelli catturati e stipati nelle celle frigorifere col cranio schiacciato a mani nude e altre varie irregolarità. Fra le altre si sospetta un commercio illegale di tartarughe e la mancata denuncia di animali esotici. Gilberto Tozzi, uno dei quattro indagati nell’indagine shock sul centro di scienze naturali di galceti insieme con la moglie Deanna, il figlio Saverio e una dipendente del parco, respinge le accuse a suo carico e confida nell’intervento e nell’esito delle indagini della magistratura.

2 Commenti

  1. Nella loro saggezza, di fronte a situazioni eclatanti e apparentemente inspiegabili, i latini si domandavano: “Cui prodest?”
    Sempre più crescono i miei sospetti e qualli di tante – ma davvero tante – persone che mi chiamano in questi giorni – anzi da quest’estate!
    Perché vogliono chiudere questa gestione? Perché ora? Cui prodest? Ho seguito per anni le attività del Centro come giornalista: ho fatto interviste; ho scritto articoli, ho visto tante cose… No; scusatemi, ma quello che sento e che leggo non mi torna; non mi convince.
    Ho visto in Gilberto, in Deanna, in Saverio qualcosa in più. Per loro non è mai esistito il “businness sugli animali” che più volte mi è parso di intravedere in altri “contesti” anche più blasonati – e qui mi devo fermare.
    Il CSN è un’eccellenza Toscana; un esempio unico e forse irripetibile per le modalità di gestione: la visione ampia, la tendenza alla modernizzazione, la vocazione internazionale, lo spirito di abnegazione e la grande varietà di attività e di offerte culturali e didattiche. Spero che la classe politica lo abbia capito (basta una visita per rendersene conto), che lo tenga presente e che faccia le scelte giuste pensando agli interessi dei cittadini che sono anche – ma non solo – elettori.
    Concordo nella piena fiducia alla Magistratura; tuttavia, non possiamo stare alla finestra ad aspettare; bisogna farsi sentire e lanciare messaggi chiari e a forti ai decisori che, non dimentichiamolo, sono al servizio solo della Comunità.
    Capita purtroppo, e non solo ai giornalisti, di “scoprire” tardi che il legittimo margine di discrezionalità dei decisori ha dato una risposta al “cui prodest?” che, pur ineccepibile e corretta legalmente e nella forma, ci lascia però, nella sostanza, un profondo senso di rabbia, delusione e amarezza.

  2. a me pare che prato stia morendo,anno dopo anno.sono sconcertata da qs accuse,proprio perché io frequentavo il csn e ho conosciuto tozzi.persona umana e sensibile.io sono con lui.

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