Sequestrata casa di appuntamenti cinese in via Clementi


Una casa di appuntamenti cinese è stata sequestrata ieri notte dai carabinieri in via Clementi (nella foto l’interno dei locali). Una pattuglia del Radiomobile è intervenuta per verificare una telefonata anonima al 112 che segnalava la presenza di un uomo armato con una pistola in strada. Giunti sul posto, i militari non hanno trovato persone armate, ma si sono insospettiti nel vedere la porta di un appartamento socchiusa, con l’accesso controllato da una telecamera. Proprio mentre un cinese tentava di chiudere la porta, i carabinieri sono riusciti ad entrare e si sono imbattuti in una vera e propria casa di appuntamenti:  alcune giovani ragazze cinesi stavano consumando rapporti sessuali con dei connazionali, mentre altre, in abiti succinti, attendevano i clienti su dei divanetti. A gestire il giro di prostitute era L.Y. una donna cinese di 46 anni, denunciata per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina al fine di trarne ingiusto profitto. Di età compresa fra i 21 e i 44 anni le sei ragazze che si prostituivano, tutte irregolari e per questo denunciate. Sull’agendina della maitresse, posta sotto sequestro dai carabinieri, era appuntato il tariffario delle ragazze, che variava a seconda della durata e del tipo di prestazioni, praticate con o senza preservativo.

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azzurra
azzurra
10 anni fa

quando dicono di riaprire le case chiuse hanno ragione ,e tutto deve essere alla luce del sole con tanto di ricevute,di iscrizione all’albo e con medico a seguito.ci sarebbero meno malattie,meno sporcizia x le strade meno magnaufo e via di seguito,non vedo proprio perche non sia attuabile visto che tanto viene fatto ugualmente.in nome di un’etica che non esiste perche è solo perbenismo falsificato .se tuuti abbiamo dalla nascita un debito sulle spalle,se anche dopo aver pagato una vita i pensionati sono tassati ,perche chi sfrutta le nostre strutture sociali e mediche non possono essere tassati? e in più non dovrebbero procurare noie e disagi a coloro che lavorano e sono in regola col vivere civile.