Tragedia sottopasso di via Ciulli
Otto indagati di sei diversi enti

Otto nomi, per altrettanti avvisi di garanzia. A poco più di tre mesi dalla tragedia del sottopasso di via Ciulli, in cui morirono tre donne cinesi affogate nel sottopasso allagato, l’inchiesta avviata dal procuratore della repubblica Piero Tony e dalla sostituta Roberta Pieri è giunta ad una fase concreta. Ieri sono stati recapitati otto avvisi di garanzia – un atto comunque dovuto – ad altrettanti indagati per concorso in omicidio colposo plurimo. Gli otto indagati sono: Lorenzo Frasconi, dirigente del settore mobilità, ambiente, grandi infrastrutture e protezione civile del Comune; Rossano Rocchi, dirigente del servizio gestione strade e qualità spazi pubblici del Comune; Nicola Stramandinoli, funzionario della Provincia e responsabile del servizio ambiente; Stefano Caldini, direttore dei lavori per la costruzione del sottopasso per conto delle Ferrovie dello Stato ; Paolo Berti, responsabile del collaudo del sottopasso per Trenitalia; Sandro Gensini, direttore di Asm; Nicola Carlomagno, amministratore delegato della Romizi costruzioni, l’impresa di Arezzo che costruì il sottopasso e Alexandre Jean Marie Josè Brouzes, direttore amministrativo e finanziario di Publiacqua.  Gli indagati sono accusati a vario titolo di difetti di progettazione e costruzione del sottopasso, di mancati controlli alla struttura e al sistema di pompaggio dell’acqua, di mancata manutenzione al vicino torrente Vella e dello spostamento del medesimo torrente senza le dovute autorizzazioni, oltre che per non aver depositato il progetto al Genio civile a fini antisismici. Il pool di consulenti nominato dagli inquirenti per effettuare la perizia al sottopasso dovrà chiarire le cause dell’allagamento ed evidenziare eventuali difetti, errori e responsabilità. Se l’evento in pratica sia stato eccezionale o se si poteva evitare. Nel frattempo il sottopasso resta ancora sotto sequestro, chiuso al transito finchè non sarà messo in sicurezza.

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