Bilanci 2009, nella crisi Prato fa meglio degli altri distretti tessili

Fatturato in calo del 15%, redditività delle vendite a meno 12%, investimenti fermi e ricapitalizzazione del debito in atto. Sono i tratti principali dei bilanci 2009 delle società di capitale tessili, meccanotessili e di abbigliamento pratesi, secondo lo studio realizzato da Unione industriale, Camera di Commercio e Università di Firenze. I dati, seppur negativi, sono sensibilmente migliori rispetto al 2008, vero anno orribile del distretto pratese, che nel 2009 ha al saputo recuperare posizioni e fare meglio di altre realtà tessili come Como, Valseriana, Biella e Busto Arsizio. Soltanto Vicenza, in termini fatturato, redditività e utili, ha chiuso il 2009 meglio di Prato.
Nel nostro distretto tessile, tuttora il primo in Italia per numero di aziende (in media assai più piccole delle altre realtà), la crisi accentua la “selezione naturale”: la forbice tra le ditte più competitive e quelle maggiormente in crisi si allarga. Le imprese con bilancio in utile sono il 52,9%, in leggera crescita rispetto al 2008.
Il meccanotessile è il settore che ha sofferto di più (-30% nel fatturato) a causa della drammatica gelata globale negli investimenti; male anche le lavorazioni conto terzi (nobilitazione in particolare, ma anche filature e tessiture) a causa della rigidità delle strutture di costo che penalizzano la redditività. Performance relativamente migliori si hanno nel settore delle confezioni e della maglieria.

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